GREENSPAN: CRISI FINANZIARIA, UNO ‘TSUNAMI’ CHE LASCERA’ IL SEGNO

23 Ottobre 2008, di Redazione Wall Street Italia

L’ex capo della Fed Alan Greenspan, intervenuto di fronte al Congresso Usa, nell’ambito delle audizioni sulle origini della crisi finanziaria, ha parlato della crisi come “uno tsunami che si verifica una volta ogni secolo”, lanciando un allarme sul forte impatto che ci sara’ sull’economia e sul livello dell’occupazione. “Sono rimasto choccato dalla crisi creditizia”, ha ammesso Greenspan.


Greenspan ha confermato che alla radice del problema ci sia stata l’elevata domanda per gli asset legati ai mutui subprime da parte di quegli investitori e speculatori incuranti della qualita’ dei prestatari e del fatto che la bolla del mercato immobiliare sarebbe potuta prima o poi esplodere.

“Considerato il danno prodotto fino ad oggi, non riesco a pensare ad un modo per evitare un significativo incremento dei licenziamenti e del tasso di disoccupazione. Le famiglie americane si dovranno adeguare, come meglio possibile, ad una contrazione della disponibilita’ del credito e ad una maggiore insicurezza sul posto di lavoro”.

Greenspan ha sottolineato che la condizione necessaria per la fine della crisi sia una stabilizzazione dei prezzi delle case che purtroppo non si verifichera’ ancora “per diversi mesi”.

Dunque l’ex presidente della Federal Reserve protagonista dell’economia americana fino al gennaio 2006, e da molti considerato tra i massimi responsabili delle bolle creditizia e immobiliare gonfiate dal 2001 in poi da tassi d’interesse all’1%, ha decisamente cambiato idea sulla finanza e i mercati.

Dopo essere stato uno strenuo difensore del libero mercato applicato ai servizi finanziari e della capacità della finanza di autodisciplinarsi, l’ex banchiere centrale più potente della terra oggi ha detto che la finanza deve essere sottoposta a controlli più rigidi. E ha auspicato che le banche d’investimento che impacchettano i crediti (come i mutui) all’interno di titoli strutturati (come nel caso delle cartolarizzazioni) sia obbligate a mantenere una parte di questi titoli.

“Preferirei fosse altrimenti, ma in questa situazione finanziaria non vedo altra scelta che obbligare tutti gli istituti che fanno cartolarizzazioni di mantenere una parte significativa dei titoli che emettono”, ha detto Greenspan nel suo intervento alla Camera a Washington.

Una soluzione che secondo l’ex presidente della Fed darebbe alle banche un incentivo a valutare gli attivi che vengono ‘impacchettati’ in maniera più aderente alla loro rischiosità. Nel maggio 2005 Greenspan – fino a poco tempo fa considerato un ‘guru’ finanziario quasi infallibile – disse che “l’autodisciplina in genere sui è dimostrata molto più efficace della regolamentazione governativa nel limitare l’assunzione dei rischi”.