GREENSPAN ALL’ATTACCO DEI SINDACATI EUROPEI

29 Agosto 2000, di Redazione Wall Street Italia

L’ingresso della Nuova Economia in Europa e’ stato ritardato dalla particolare normativa che regola il mondo del lavoro e dalle relazioni esistenti tra molti governi e le organizzazioni sindacali; parola del presidente della Federal Reserve, Alan Greenspan.

“Da decenni l’Europa ha scelto di proteggere i lavoratori dai presunti effetti negativi del libero mercato, rendendo difficile per le aziende licenziare – ha detto Greenspan – Si tratta di una situazione completamente diversa rispetto agli Stati Uniti, dove i maggiori ritorni ottenuti dall’impiego delle nuove tecnologie riflettono una riduzione del costo del lavoro”.

Non e’ la prima volta che Grenspan esprime questa opinione, ma le sue parole – secondo molti osservatori – suonano ora come una mano tesa a Wim Duisenberg, presidente della Banca Centrale Europea, secondo il quale le condizioni economiche dell’Europa gli hanno impedito di avere lo stesso successo che il collega americano ha avuto negli Stati Uniti.

“Molti governi, sia in Europa che in altre regioni del mondo hanno abbandonato l’impronta dirigista del passato per orientarsi verso il mercato – ha notato con parole di apprezzamento il presidente dell Federal Reserve – Questo ha permesso alle societa’ e ai lavoratori di raggiungere l’efficienza richiesta per competere a livello internazionale.

Senza nominare alcun Paese in particolare, Greenspan ha citato le riforme fiscali, la deregolamentazione del mercato del lavoro e le privatizzazioni fra gli strumenti piu’ efficaci tra quelli adottati sinora le iniziative per liberare le potenzialita’ dell’economia.