GRECIA & EUROPA: LE DURE REPLICHE DELLA STORIA

11 Febbraio 2010, di Redazione Wall Street Italia
Luca Ciarrocca e’ il direttore e fondatore di Wall Street Italia.

(WSI) – Che ci fosse la necessita’ di un “annuncio” per non far saltare Grecia ed euro era evidente da vari giorni – nonostante le smentite ufficiali – ma il mercato certamente si aspetta al piu’ presto tutti i dettagli sulle modalita’ del salvataggio: garanzie, prestiti, utilizzo o meno del Fmi, cifre sul tavolo. I dettagli saranno rivelati all’Econfin di lunedi’, dicono a Bruxelles. Siamo scettici ma vedremo. Per adesso possiamo affermare che il piano di intervento per salvare la Grecia e’ fiacco, debole, confuso, generico. Mentre la speculazione rimane all’attacco con potenti armi a disposizione.

Germania e Francia, maggiormente coinvolte per l’esposizione delle proprie banche ad Atene, hanno mantenuto la leadership assoluta durante i frenetici negoziati. E’ evidente l’intento di Merkel e Sarkozy di voler dare l’impressione ai propri cittadini che non sara’ utilizzato denaro dei contribuenti per risolvere questa “tragedia greca”. La piazza – il pubblico – sono caldi ovunque non per irrazionalita’ o anarchismo ma per i morsi della crisi economica. I cittadini sono assolutamente insofferenti ormai per le tattiche globali di banche e banchieri, supportate da salvataggi strumentali al mantenimento del potere (lo status quo e’ messo a repentaglio da nuovi equilibri) grazie a enormi quantita’ di denaro pubblico sperperate ad uso e consumo di elite politiche, mentre l’economia personale di ciascuno, di ogni famiglia europea, soffre ancora in modo vistoso per crisi e recessione.

Ecco perche’ i dettagli monetari/tecnici sul piano di salvataggio di Atene non sono ancora noti. La verita’ e’ che Bce e Unione Europea non sanno come affrontare e risolvere una situazione da “economia di guerra” molto simile, se non piu’ pericolosa, a quella che l’America affronto’ e risolse nelle drammatiche giornate dell’ottobre 2008, con il varo del piu’ poderoso salvataggio finanziario della storia (altro che “Piano Marshall” nel 1948…) per evitare un collasso epocale.

Eppure e’ francamente inaccettabile che non si sappia nulla. Anche se si capisce il perche’: l’Europa non sara’ mai un’entita’ politica ne’ militare al pari di Stati Uniti e Cina e stando cosi’ le cose e’ destinata a rimanere soltanto un ambizioso palcoscenico di facciata. Sembra che i ministri delle Finanze UE si siano accordati (unanimita’ a 27, ne siamo proprio sicuri?) per non chiedere aiuti al Fondo Monetario Internazionale (protesterebbero i cittadini americani che ne sono i maggiori contribuenti). Ma allora, chi mettera’ i soldi per risolvere la crisi dell’ouzo?

La Grecia e’ sotto attacco perche’ ha un deficit al 13% del Pil; bene, ma che senso ha, a questo punto, quel parametro del 3% fissato dal Trattato di Maastricht? Il debito pubblico greco e’ al 125% del Pil (quello dell’Italia al 118%) mentre le griglie europee parlano di un limite massimo del 60%. Allora: rivediamo tutti gli schemi e regole UE, oppure preferiamo salvare quei paesi “deboli” del Club Med oggi viziati e “drogati” dal loro finto benessere? Diciamo l’ovvio: sara’ impossibile ottenere dalla Grecia e dagli altri stati P.I.I.G.S. il rientro nei parametri entro tempi rispettabili. Per questo l’euro e’ una moneta ipervalutata mentre vale di fatto tanto quanto valgono i fondamentali del piu’ tenue anello della catena, in questo momento la Grecia. Ogni catena si spezza sul suo link debole anche se gli altri anelli sono fatti di titanio indistruttibile. Quindi con l’annuncio odierno dalla UE il problema greco e’ risolto? No. Crediamo quindi ci pensera’ il mercato finanziario a smascherare l’ipocrisia dei nostri burocrati europei, nelle settimane che verranno.

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ALLA LUCE DELLA CRISI IN GRECIA, RITENETE CHE L’EURO SIA DESTINATO A SALTARE (IN GERMANIA IL MARCO, IN ITALIA LA LIRA) PER L’IMPOSSIBILITA’ DI MANTENERE COESIONE IN EUROPA TRA PAESI COSI’ DIVERSI?