Grecia, vince ancora Syriza ma Ue sovrana. Fine fuga di capitali

21 Settembre 2015, di Redazione Wall Street Italia

ATENE (WSI) – Torna alla guida del governo greco il leader di Syriza, Alexis Tsipras dopo le dimissioni di fine agosto, aggiudicandosi il 35,5% dei voti e 10 seggi, dopo che è stato scrutinato il 90% delle schede. Il principale avversario, il partito di destra Neo Demokratia, si ferma poco oltre il 28%. Al terzo posto Alba Dorata che si aggiudica il 7% dei voti.

L’astensionismo tuttavia ha toccato la cifra record del 44% %, in calo rispetto al 63,6% del gennaio scorso. Le ultime stime danno a Syriza 145 seggi e 10 a Anel, quindi 155 seggi su 300, contro 149 e 13 nel Parlamento uscente.

“E’ una grande vittoria del nostro popolo, è un mandato di quattro anni”, ha esultato l’ex e prossimo premier nel discorso della vittoria. “Siamo troppo duri per morire, anche se siamo stati presi di mira da tanti”, ha gridato dedicando il successo “a coloro che lottano per un altro domani”.

Nulla è cambiato sotto i cieli di Atene. Tsipras tornerà premier e sancirà nuovamente un’alleanza con i Greci Indipendenti per poter formare un governo di maggioranza. Questo ha fatto arrabbiare Martin Schulz. Il presidente del Parlamento Ue ha definito una mossa inspiegabile quella di tornare a stringere una coalizione con una forza anti euro con idee ben diverse da quelle di Syriza.

Il tutto mentre il paese fortemente indebitato resta ancora in gabbia, la gabbia dell’austerity, nonostante un esecutivo contrario alle ricette improntate al rigore.

I timori sono che le autorità elleniche anti austerity non siano in grado di implementare il memorandum tra Atene ed i creditori internazionali che impone nuove misure di rigore in cambio di 86 miliardi di euro di prestiti per la durata di tre anni.

Allo stesso tempo, per merito della stabilità di governo prevista, i bond ellenici si sono rafforzati. Il rendimento del due anni è sceso dal 10,9% al 10,55%.

Da luglio, quando il governo ha raggiunto un accordo con i creditori per il terzo pacchetto di aiuti in cinque anni, gli investitori e i risparmiatori hanno cominciato a riportare soldi nel paese. La fuga di capitali si è dunque arrestata.

(Aca-DaC)