Grecia: ulteriori tagli in vista

14 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: in area Euro la sessione di ieri è stata caratterizzata da un’elevata volatilità sui listini azionari.

Misto l’andamento degli spread europei, con quello italiano che, anche se in rialzo, resta sotto i 500 pb.

Tensioni sul mercato monetario in dollari come evidenziato dal cross-currency basis swap a tre mesi tornato in prossimità dei livelli di fine novembre, quando è stato annunciato l’intervento concertato tra le principali banche centrali. Ricordiamo che la prossima operazione in Usd a 3 mesi sarà effettuata il 5 gennaio.

Nel frattempo il fondo Efsf tramite l’agente Bundesbank ha effettuato la prima emissione di un titolo a 3 mesi per un importo di 1,97Mld€, a fronte di una domanda di oltre 6Mld€, al tasso medio ponderato dello 0,22%. Un esponente governativo nipponico ha dichiarato che il Giappone ha acquistato il 13% del totale.

In una lettera ottenuta da Reuters inviata dal presidente della Bundesbank al ministro delle finanze, sono emersi alcuni dettagli in merito al prestito bilaterale della Buba verso il Fmi: 1) ammontare fino a 45Mld€ (un valore calcolato proporzionalmente alla quota di partecipazione al Fmi dei 27 paesi della Ue); 2) destinazione solo alla dotazione generale del Fmi e quindi non ad una finalità specifica, come aveva già sottolineato Draghi; 3) richiesta di una contribuzione anche da parte di banche centrali di altri paesi Ue e non Ue; 4) supporto alla decisione da parte del parlamento. Oggi è attesa l’audizione del presidente della Buba alla commissione bilancio del parlamento tedesco.

Sulla base delle quote nel Fmi l’Italia e la Gran Bretagna potrebbero concedere all’Istituto fino a 25 Mld€ e la Francia fino a circa 35 Mld€.

Secondo alcune fonti del governo tedesco riportate da Reuters, la Merkel nell’atteso discorso oggi al parlamento potrebbe ribadire l’opposizione all’aumento dei fondi congiunti Efsf+Esm oltre la soglia di 500 Mld€.

Il presidente del consiglio europeo Van Rompuy a tale proposito ha dichiarato che un esame sull’adeguatezza della dotazione sarà completata a marzo.

In Grecia la Troika, che ha iniziato la revisione per la concessione della prossima tranche, secondo alcuni quotidiani locali avrebbe chiesto un ulteriore taglio alla spesa pubblica con il licenziamento di altri 150.000 dipendenti pubblici entro il 2015. Intanto i colloqui con i privati sulla partecipazione al piano di salvataggio non sono ancora terminati.

La Germania oggi emetterà il nuovo titolo a due anni fino a 6 Mld€ e l’Italia riaprirà il Btp 2016 per 2-3 Mld€.

Negli Stati Uniti la seduta di ieri si è conclusa con listini azionari in calo per la seconda volta consecutiva. A beneficiare di tal movimento sono stati in particolare dollaro e treasury con il tasso a 10 anni tornato sotto la soglia del 2%, favorito anche dalla forte domanda registrata nell’asta tenutasi ieri.

Il calo delle borse si è accentuato alla pubblicazione del comunicato finale della riunione Fed che ha visto una conferma dell’attuale politica monetaria senza però alcun accenno esplicito ad un possibile nuovo QE.

Rispetto alla precedente riunione l’istituto ha preso atto del miglioramento emerso dagli ultimi dati macro, ipotizzando una crescita moderata nei prossimi trimestri. La Fed ha inoltre sottolineato la presenza di significativi rischi al ribasso per l’outlook economico dovuti alle tensioni sui mercati finanziari globali.

Sul fronte macro le vendite al dettaglio sono cresciute rispetto al mese precedente anche se ad un ritmo inferiore alle attese, a causa principalmente del calo della componente alimentare.

Da segnalare inoltre che l’associazione nazionale degli agenti immobiliari, che redige le statistiche relative alle vendite di case esistenti negli Usa, ha anticipato che la prossima settimana sarà rivista al ribasso tutta la serie storica a partire dal 2007 a causa di un errore computazionale.

Valute: euro ancora in forte deprezzamento con il cross che nella seduta di ieri si è spinto fino ad area 1,30. Secondo alcuni operatori il movimento è stato causato dalla contrarietà da parte della Merkel ad ampliare il tetto del fondo ESM sopra i 500 Mld€. Tale fattore potrebbe essere stato un pretesto, visto che era già ampiamente noto. Il calo potrebbe essere legato principalmente ai timori di imminenti decisioni da parte di alcune agenzie di rating sul rating dei paesi AAA, uniti a fattori tecnici in vista delle scadenze tecniche di questa settimana. Supporto importante a 1,30, successivo a 1,2870 (minimo dell’anno). Prima resistenza in area 1,32/,1,3250.

L’euro perde terreno anche vs lo yen con il cross che ha rotto al ribasso il supporto collocato a 102,50 (oggi nuova resistenza). Il supporto successivo è posizionato a 100,77.

Yuan cinese in deprezzamento vs dollaro, sui minimi da 2 settimane.

Materie Prime: ieri si è assistito ad un rialzo per il petrolio con il Wti tornato sopra soglia 100$/barile ed il Brent in prossimità dei 110$ a causa dei timori sulla produzione del Golfo Persico dopo la notizia delle manovre militari dell’Iran nello stretto di Hormuz.

Giornata negativa per i metalli industriali guidati dallo zinco (-1,1%). Misti i preziosi. Tra gli agricoli in evidenza cacao (+4%) e grano (+2,8%). Questa mattina il Brent scende leggermente verso i 109$/barile, mentre l’oro si attesta a 1635$/oncia, sui minimi da quasi 2 mesi.

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