Grecia, tornano proteste e violenze contro l’austerity

3 Ottobre 2016, di Daniele Chicca

Gas lacrimogeni e spray al peperoncino che colpiscono i manifestanti in Grecia: sono scene già viste quelle della polizia che prova a sedare le proteste, per lo più pacifiche, contro le misure di austerity nel paese fortemente indebitato. In questo caso, ci sono due differenze sostanziali rispetto al passato. In primo luogo l’imbarazzo è stato talmente grande per il governo Tsipras, che ha preso le difese dei pensionati.

In secondo luogoLe immagini di cittadini anziani che si coprono il viso e il copro per proteggersi dagli attacchi dei poliziotti non potrebbero essere diffuse in un momento peggiore per il primo ministro Alexis Tsipras, con la riforma delle pensioni che è arrivata in questi giorni in parlamento, dove si è aperto il dibattito sulla manovra finanziaria per l’anno prossimo.

Il leader del partito di sinistra Syriza è consapevole del fatto che i pensionati sono la categoria che forse più di tutte ha pagato il prezzo del rigore imposto dalla troika dei creditori per sbloccare nuovi aiuti. Ma non ha potuto evitare i tagli. L’ultima riduzione del budget del sistema pensionistico è la dodicesima da quando la crisi del debito greco è scoppiata nel 2009. A rendere ancora più grave la situazione per il governo, che è salito al potere a inizio 2015, è il netto calo di popolarità mostrato nei sondaggi.

Se si guarda al grado di approvazione come primo ministro, il leader di Syriza è indietro di 19 punti rispetto a Kyriakos Mitsotakis, la guida di Nuova Democrazia, il primo partito dell’Opposizione (42% contro 23%). Più di un terzo dei cittadini interpellati (36%) ha detto che preferirebbe vedere al potere Nuova Democrazia. Solo il 14% del campione voterebbe ancora per Syriza, che aveva promesso in campagna elettorale di mettere fine alle misure di austerity considerate dannose per l’economia e la società.

Tsipras sperava di poter guadagnare popolarità presentando una finanziaria con stime ottimiste sulla crescita (+2,7% nel 2017), sulla riduzione del debito pubblico (dal 180 al 174,8% del Pil) e sulla disoccupazione (dal 23 al 22,4%), invece ha dovuto occuparsi dei problemi di ordine pubblico.

L’episodio ha spinto il governo a prendere una decisione che non ha precedenti nella storia della Grecia: il ministro degli Interni ha dichiarato che “dopo gli incidenti di oggi, abbiamo dato ordine di non usare gas lacrimogeni sui manifestanti che partecipano alle dimostrazioni di lavoratori e pensionati”.

Sui media chi critica il piano di bilancio del 2017 sostiene che il fatto che le entrate tributarie sono viste aumentare di 1,8 miliardi di euro, può voler significare che il popolo deve aspettarsi altre misure punitive all’insegna dell’austerity.