Grecia sull’orlo del collasso bussa alla porta della Turchia

20 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – La Grecia sembra voler accelerare nel suo piano di privatizzazioni e chiede “aiuto” agli investitori turchi. E’ quanto riporta Bloomberg, precisando che i funzionari del paese ellenico si sono recati a Istanbul nella giornata di oggi per intavolare trattative con gli uomini d’affari della Turchia. Obiettivo: vendere asset gestiti dallo stato e incassare soldi per far fronte alla montagna di debiti che fa tremare tutto il mondo.

La solidità della congiuntura turca contrasta in modo netto con il declino della Grecia: nei primi nove mesi del 2011, il prodotto interno lordo della Turchia è balzato infatti del 9,6% e, secondo le stime, è destinato a crescere a un ritmo ancora sostenuto.

In Grecia, invece, il Pil è atteso in calo del 4,8%. “Il fatto che Atene stia tornando a concentrarsi sul suo programma di privatizzazioni è una grande notizia. E la vicinanza geografica alla Turchia sarà molto importante”, ha commentato Batu Aksoy, amministratore delegato di Turcas Petrol AS.

Il paese ellenico punta a raccogliere 50 miliardi di euro entro il 2017, attraverso la vendita di asset che includono infrastrutture idriche e per il turismo, porti, compagnie operative nel settore del gas, aeroporti regionali e strade. Il programma di vendita degli asset dovrebbe, secondo gli obiettivi dell’esecutivo, riuscire ad abbassare il rapporto debito/Pil al 116% nel 2020, rispetto al 165% del 2011.