Grecia: sistema sanitario allo sfacelo, tornano aids e malaria

16 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

Atene – Donne senzatetto incinte lasciate in strada, i resti nel patume che diventano il pasto principale della giornata, studenti costretti a fare la fila ai centri di sussistenza per bisognosi. E ora anche la diffusione di malattie infettive gravi, che sarebbero tranquillamente curabili in un sistema sanitario funzionante.

I tagli ai servizi sanitari in Grecia, hanno spinto il sistema sociale e dell’health care ellenico sull’orlo del collasso, aumentando al contempo i casi di malaria e Aids nella nazione indebitata.

Il tasso di incidenza delle due malattie infettive tra i tossicodipendenti e tra soggetti che fanno uso di droghe per iniezione e’ balzato dell’1,25% nei primi 10 mesi del 2011 rispetto all’anno prima.

A lanciare l’allarme e’ la divisione greca di Medici Senza Frontiere, secondo cui la malaria, per la prima volta da quando al potere c’erano i colonnelli, e’ diventata endemica nella parte meridionale del paese, ovvero una malattia infettiva costantemente presente. La dittatura dei colonnelli e’ caduta negli Anni 70.

Reveka Papadopoulos, numero uno dell’organizzazione ellenica, ha sottolineato che in seguito ai tagli alla salute, compresi tagli al personale e diruzione del 40% dei finanziamenti agli ospedali, i servizi sociali “sono in una situazione molto difficile, se non in uno stato di sfacelo”, precisando che sono segnali chiari di un sistema che non ce la fa piu’.

I tagli pesanti, orizzontali e “ciechi” hanno coinciso con un aumento del 24% della domanda per servizi ospedalieri, spiega Papadopoulos, “in gran parte perche’ la gente non si puo’ piu’ permettere di ricorrere ai sistemi di assistenza privata. L’intero sistema si sta deteriorando”.

Ieri il Fondo Monetario Internazionale ha accordato un nuovo pacchetto di aiuti da €28 miliardi, che fara’ parte di un piano straordinario di finanziamenti pari a €130 miliardi complessivi. Atene ne ha un disperato bisogno per riuscire a ripagare i debiti e poter conservare i suoi servizi sociali. Ma se questo e’ il prezzo da pagare, sarebbe meglio ricorrere al default del debito sovrano.