Grecia: in caso di default, peggio di Lehman Brothers

26 Maggio 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Grecia: default si, default no. Ma cosa succederebbe se accadesse per davvero? Diciamolo subito: gli effetti potrebbero essere molto peggiori rispetto a quanto successo con il caso Lehman Brothers.

Il crack della società statunitense ha creato immensi problemi sul mercato globale ma non a causa delle conseguenze dirette, quanto piuttosto perché ha confermato che il governo degli Stati Uniti era disposto a far andare in bancarotta uno dei più importanti conglomerati finanziari Usa. Il panico ha naturalmente intaccato la fiducia con un effetto domino terribile sugli altri istituti.

Ma anche se Lehman aveva circa 600.000 contratti derivati e centinaia di miliardi in bond, la banca e i suoi creditori avevano comunque riserve per far fronte ad una possibile situazione di insolvenza o crack della società. Questo ha sicuramente aiutato a ridurre l’impatto.

La situazione della Grecia sarebbe invece ben diversa. Il debito nel sistema è di circa €270 miliardi, di cui circa €100 miliardi detenuto principalmente dalle banche, in gran parte europee e in massima parte tedesche. Società di assicurazioni, fondi pensione e banche centrali detengono i restanti €170 miliardi.

Il problema in questo caso è che chi detiene i bond della Grecia non ha stanziato riserve apposite, anche perché le banche europee considerano (o per meglio dire: considervano) il debito della regione “non a rischio”, tanto che lo spread tra i bond greci e tedeschi era arrivato a 20 punti base nel 2004, cioe’ quasi nullo. Non essendoci quindi le riserve che Lehman invece aveva l’impatto sul mercato finanziario sarebbe maggiore e piu’ devastante.

L’alta concentrazione del debito nelle banche pone il rischio che queste possano essere eccessivamente sottocapitalizzate e dunque che richiedano a loro volta un intervento dai rispettivi goveri per evitare il fallimento. In teoria anche la banca centrale europea potrebbe fare la stessa fine. Il rischio assume ancora maggior peso se si pensa che è difficile dire quale istituto sia più esposto al debito ellenico, in mancanza di trasparenza e alla luce dell’ambiguo atteggiamento delle autorita’ Ue. Un ulteriore elemento che può scatenare il panico e che può portare ad un’improvvisa crisi di sfiducia verso alcuni istituti finanziari piuttosto che altri.

Ma e’ meglio che teniamo tutti a mente che questa non è una crisi creata da speculazioni folli o da centri di potere occulti oppure rappresenta il fallimento del capitalismo. No: e’ una crisi dei governi, delle banche centrali, delle autorita’ di controllo e dell’Unione Europea che si sono fatti travolgere da un meccanismo perverso fondato sul debito che alimenta debito.

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