Grecia: fuga di capitali accelera, peggio del 2012

27 Marzo 2015, di Redazione Wall Street Italia

ATENE (WSI) – Da dicembre le banche greche hanno subito una fuoriuscita di capitali pesantissima, che ha spinto la Bce ad alzare ancora i rifornimenti di emergenza di liquidità del fondo ELA.

Dopo i 5 miliardi prelevati in dicembre dai correntisti greci, che temono un crac del debito e un’uscita del paese dall’area euro, evento che finirebbe per depauperare i loro risparmi, 12,2 miliardi sono fuoriusciti a gennaio e circa 8 a febbraio.

Le società e le famiglie, riferisce la Bce, hanno prelevato per l’esattezza €7,6 miliardi dai conti bancari durante il periodo più critico di febbraio, la fase di stallo nei negoziati tra il governo ellenico e i creditori internazioni.

Le due parti hanno poi trovato un accordo per l’estensione di quattro mesi del piano di aiuti già in vigore. I depositi si sono così contratti a quota €140,5 miliardi, i minimi di dieci anni.

Anche se i dati di febbraio sono meno preoccupanti di quelli di gennaio, gli economisti sono convinti che sia solo questione di tempo prima che vengano imposti controlli di capitale sulla falsa riga di quanto avvenuto a Cipro. Lo stesso presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem ha ventilato la possibilità di adottare una simile misura estrema.

Il timore di una soluzione ‘modello Cipro’, e cioè la chiusura degli sportelli delle banche per evitare i prelievi, è cresciuto negli ultimi mesi.

Gli oltre €20 miliardi prelevati in due mesi mostra come la Grecia sia stata vicina a vivere una vera e propria corsa agli sportelli prima che Atene raggiungesse l’intesa con le autorità dell’Eurozona per la proroga fino a giugno del piano di salvataggio da 172 miliardi.

Il denaro complessivo fuoriuscito dai depositi bancari è persino più alto dei €15,9 miliardi prelevati da aziende e famiglie tra il maggio e il giugno del 2012, quando il susseguirsi delle elezioni ha spinto i funzionari dell’area euro a prendere in considerazione seriamente e a prepararsi per la prima volta a un’uscita della Grecia dal blocco a 19.

Sul versante delle contrattazini tra il governo Tsipras e i rappresentanti dell’Ue sono giunte buone nuove. Il banchiere centrale ellenico, Yannis Stournaras, ha parlato di intesa “molto vicina”, spiegando inoltre che la Bce presto riesaminerà la deroga, rimossa il 4 febbraio, che fino ad allora consentiva l’accesso ai finanziamenti diretti. Anche l’esecutivo di Atene è ottimista e prevede un accordo con l’Ue all’Eurogruppo di lunedì.

(DaC)