Grecia ferma per un giorno: proteste contro piano di bilancio “da fame”

1 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Atene – Migliaia di manifestanti stanchi delle misure di austerity sono scesi in strada oggi in Grecia, dove è in corso lo sciopero di 24 ore che metterà alla prova la risolutezza del governo di unità nazionale.

Al grido di “andatevene, prendete il budget e andatevene fuori da qui”, i cittadini greci si sono riversati per le strade davanti al parlamento per protestare contro la nuova dose di misure di austerità richieste dai creditori stranieri nell’ambito del piano di salvataggio.

I leader europei hanno approvato questa settimana una tranche di aiuti da otto miliardi di euro, per consentire alla Grecia, ora guidata dal governo tecnico del premier Lucas Papademos, di evitare il default.

I sindacati che rappresentano circa 2,5 milioni di persone – circa metà della forza lavoro nazionale – hanno proclamato lo sciopero in segno di protesta contro gli aumenti di tasse e i tagli ai salari imposti ai cittadini già gravati da tagli a stipendi e pensioni.

“Ci stanno uccidendo. Stanno uccidendo i lavoratori. Stanno uccidendo lo spirito greco”, ha detto Evangelos Routsas, un manifestante di 55 anni.

“Siamo qui per dire loro che non resteremo in silenzio”.

Le misure fanno parte della manovra di bilancio della Grecia per il 2012, che dovrebbe essere approvata dal parlamento la prossima settimana.

“Quando è troppo è troppo. Siamo scesi in strada per dire che questo piano di bilancio è un piano di bilancio di austerità — un piano di bilancio da fame — che non deve passare”, ha detto Christos Kiosis, capo del sindacato Eydap, all’emittente televisiva greca Net tv.

I negozi e gli uffici del centro di Atene sono rimasti aperti, ma ci sono stati disagi per quanto riguarda i servizi pubblici, come al porto del Pireo, il più grande del paese, per e treni, autobus e tram, che sono rimasti fermi questa mattina e che rimarranno fermi anche questa sera.

L’antica Acropoli è rimasta chiusa al pubblico, e anche spazzini, medici, giornalisti e impiegati di banca hanno incrociato le braccia. Molte scuole sono rimaste chiuse.

La polizia ha parlato di 14.000 persone per le strade di Atene, mentre i sindacati hanno riferito di più di 20.000 manifestanti.