Economia

Grecia, dimezzamento debito? Germania: viola trattati europei

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Roma – L’Europa è un po’ piu’ lontana ad un accordo sulla Grecia. Dopo tre riunioni in due settimane, le prospettive piu’ ottimiste per quella di oggi, svolta a porte chiuse, sono per il raggiungimento di un’intesa di massima.

Durante l’Eurogruppo straordinario in corso tra i ministri delle Finanze l’obiettivo e’ stringere un accordo a livello europeo da sottoporre poi al Fondo Monetario Internazionale per arrivare al via libera definitivo della nuova tranche di aiuti alla Grecia.

Il rischio e’ pero’ lo slittamento alla prossima riunione del 3 dicembre. Rimangono infatti divisioni intestine al blocco europeo. Il FMI vuole che tutti i creditori rinuncino a una parte dei loro ricavati cosi’ come hanno fatto i privati, ma la Germania e’ contaria.

Resta ottimista il vicepresidente della Banca centrale europea, Victor Constancio. Secondo quanto riporta Dow Jones, Constacio non prevede invece che venga deciso un taglio sulla quota di debito greco detenuta da altri paesi e istituzioni europee.

Dopo la riunione telefonica di sabato, nella quale il ministro francese delle Finanze Pierre Moscovici ha assicurato che “abbiamo fatto grandi progressi”, si sono susseguiti ieri diversi incontri tecnici tra gli sherpa d’Europa.

“Non posso garantire un’intesa, ma penso che la terza volta sia quella buona”, ha spiegato a una radio francese, sottolineando che “l’Europa si presenta con una posizione comune” e sarebbe “irresponsabile non raggiungere un’intesa, considerati tutti gli sforzi che sono stati fatti da tutte le parti”.

Alla firma, che mira a ridurre i tassi di interesse dei prestiti bilaterali concessi alla Grecia e prevede la cessione di una parte dei guadagni realizzati da Bce e banche centrali sui titoli greci nei loro portafogli, guardano con apprensione tutti i mercati. Si pensa anche all’utilizzo del fondo salva stati Efsf sul mercato secondario per il riscatto del debito greco.

E’ spuntata l’ipotesi del condono di meta’ del debito da parte dei creditori, ma su questo punto la Germania fa ostruzione. Secondo il governo della Cancelliera Angela Merkel l’operazione violerebbe i trattati e nel dettaglio la clausola degli aiuti Ue.

Tutte le soluzioni sono sul tavolo da tempo tranne quest’ultima, decisamente più radicale, e che ha fatto sempre venire la pelle d’oca alla Germania: un nuovo dimezzamento del debito greco, anche se a partire dal 2015.

Secondo la Banca Centrale Europea e il Fondo Monetario si tratta di una scelta ormai inevitabile e, dopo una riunione ‘segreta’ fra i ministri delle Finanze europei a Parigi, anche la Germania, con Wolfgang Schaeuble, sembrerebbe ormai rassegnata. Lo scopo sarebbe, da un lato, quello di incentivare Atene a proseguire nelle riforme anche dopo il 2014 e, dall’altro, di riuscire a raggiungere il target di un debito/Pil greco al 70% entro il 2020 (dall’attuale 144%), livello giudicato altrimenti irraggiungibile al momento.

Su questo fronte, arriva anche la sponda dell’Olanda, che con l’agenzia governativa di analisi economiche, spiega come l’unico modo per far ripartire l’economia greca sia quello di ‘condonare’ i debiti greci il prima possibile.

Ma la sensazione e’ che l’Europa preferisca temporeggiare nell’attesa di conoscere l’esito delle elezioni tedesche a ottobre 2013. Mentre aspetta, la gente greca e’ allo stremo delle forze e delle risorse. I salvataggi sono avvenuti di fatto solo in facciata. Atene non ha fatto che vendere debito per riacquistarne altro. I governi sta facendo in modo che la gente non si accorga dei costi reali dell’operazione di salvataggio.