Grecia costretta a smentire voci di un default ordinato

23 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Il governo greco si e’ visto costretto a smentire voci di un default ordinato che preveda una riduzione del debito del 50% da parte dei creditori.

Ma e’ difficile che il paese in crisi riesca a rispettare i termini in fatto di scambio di bond fissati il 21 luglio da Ue e Fmi quando la seconda tranche di aiuti, da 109 miliardi di euro, e’ stata pianificata.

La portata della riduzione del debito detenuto dagli obbligazionisti da ricontrattare potrebbe essere anche piu’ ampia del 50%. Ma la realta’ e’ che la maggior parte delle banche francesi e tedesche hanno da tempo diminuito la loro esposizione al debito ellenico.

La vera domanda da porsi e’ quanto tempo ci vorra’ prima che anche gli altri paesi indebitati della periferia dell’area euro piombino in una crisi simile a quella della tragedia greca.

La commissione europea ha precisato oggi di aver gia’ dato alle banche 420 miliardi di euro per aiutarle a ricapitalizzarsi: “Non c’e’ nessun grosso piano per ricapitalizzare le banche in Europa”, fa sapere il portavoce Ue Olivier Bailly, secondo il quale la “ricapitalizzazione delle banche europee e’ in corso, e’ qualcosa che sta gia’ avvenendo dal 2008”.

Oggi il Financial Times ha scritto che 16 banche europee, uscite a rischio dagli stress test di luglio, con un Core Tier 1 tra il 5% il 6% devono urgentemente ricapitalizzarsi. Dagli stress test su 91 banche 9 sono state bocciate e 16 devono ricorrere al mercato o farsi aiutare dai propri stati, per rimettersi in carreggiata.

I mercati temono in particolare le svalutazioni dei titoli del debito greco nei bilanci delle banche. Bailly ribadisce quanto gia’ rivelato dagli stress test e smentisce il lancio di un piano di ricapitalizzazione europeo delle banche.

Il ministro greco delle Finanze Evangelos Venizelos ha detto che il paese si impegnera’ a implentare la seconda tranche di aiuti da 109 miliardi di euro, accordata dalle autorita’ internazionli Ue e Fmi in luglio.

Due quotidiani greci hanno scritto che tra le opzioni presentate ai colleghi di governo venerdi’ da Venizelos, era presente anche la via del default ordinato.