Grecia: aerei a terra e scuole chiuse. Ministro economia: siamo disperati

5 Ottobre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Berlino – Il ministro dell’Economia greco, Michalis Chryssohoidis, ha definito “piuttosto disperata” la situazione in cui versa il suo Paese. In un’intervista rilasciata al settimanale tedesco Die Zeit, il ministro ha spiegato come i Greci vivano la crisi attuale in modo “molto doloroso”, poiché “i redditi dei cittadini vengono tagliati in modo sempre più drastico”.

“Quando vedremo la luce alla fine del tunnel? – si chiede il ministro – non possiamo saperlo. Ma il governo greco è completamente isolato nella sua politica di riforme. L’opposizione assicura che potrebbe rinegoziare le condizioni del credito. La sinistra radicale vuole abbandonare l’euro (…) Siamo soli ormai”.

Un fallimento della Grecia, di un paese dell’eurozona, “sarebbe una catastrofe poiché avrebbe un effetto domino”, ha aggiunto Chryssohoidis. Il ministro dell’Economia tedesco, Philipp Roesler, si recherà in Grecia questa settimana per discutere di eventuali investimenti tedeschi nel Paese.

La squadra degli ispettori Ue/Fmi/Bce dovrebbe dare via libera all’esborso della prossima – cruciale – tranche degli aiuti finanziari internazionali alla Grecia, Atene non deve però darlo per scontato ma partire dalla messa a punto delle riforme.

Lo dice a Reuters un’autorevole fonte della troika, la missione di Commissione europea, Fondo monetario internazionale e Banca centrale europea.

“Stiamo facendo progressi ma lentamente, il motivo principale è che il governo greco ha bisogno di più tempo e finora non abbiamo chiuso alcun capitolo”, spiega la fonte a condizione di mantenere l’anonimato.

**************************************

Atene (Reuters) – Aerei e treni fermi e uffici delle imposte chiusi oggi in Grecia per lo sciopero degli statali contro le misure di austerity varate dal governo nel tentativo di evitare la bancarotta.

Alcune scuole statali sono rimaste chiuse e gli ospedali operano solo con il personale per le emergenze, in occasione del primo sciopero nazionale dopo la tregua estiva contro i tagli degli stipendi e i licenziamenti imposti da Ue e Fmi.

I principali sindacati del Paese, Adedy e Gsee, si aspettano che centinaia di migliaia di persone scioperino e che migliaia vadano in corteo.

“Purtroppo le nuove misure stanno solo estendendo l’ingiustizia e le politiche barbare che prosciugano i diritti e le entrate dei lavoratori e spingono l’economia verso la recessione e il debito”, ha detto a Reuters il portavoce di Gsee, Stathis Anestis.

“Con questo sciopero, il governo, l’Ue e l’Fmi saranno costretti a riconsiderare queste politiche disastrose”, ha aggiunto Anestis.

Il governo greco ha scosso i mercati finanziari internazionali questa settimana annunciando che non centrerà gli obiettivi di deficit per il 2011 posti come condizioni per i prestiti concessi per evitare la bancarotta.

Il ministro delle Finanze Evangelos Venizelos ieri ha detto che le finanze del Paese quest’anno potrebbero peggiorare ulteriormente se la Grecia non riesce a realizzare le riforme e mostrare “coesione e solidarietà nazionale”.

Impiegati statali, studenti e pensionati hanno iniziato a raccogliersi nel centro di Atene alle 10, per poi marciare verso Piazza Syntagma e protestare davanti al Parlamento.

Il sindacato comunista Pame darà vita a una manifestazione separata. Sindacati di polizia, pompieri e guardia costiera prenderanno parte alle manifestazioni nel centro della capitale.

I sindacati hanno convocato uno sciopero generale il prossimo 19 ottobre.