GRAN RECUPERO DI WALL STREET, ANNULLATO IL CALO

25 Febbraio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Sulla Borsa di New York e’ caduta copiosa la neve, e in apertura anche una pioggia di sell. Tuttavia con uno strappo sul finale ben manovrato da mani forti (vi diciamo chi e come in INSIDER) tramite massicci interventi di sostegno favoriti (di facciata e per i comuni mortali) dal rialzo dei produttori di materie prime, gli indici Usa sono riusciti ad evitare la peggio e a recuperare quasi tutto il terreno perduto.

Fino ad un’ora dal traguardo si profilava anzi la seduta piu’ nera delle ultime tre settimane. A scuotere gli investitori sono stati in particolare i rinnovati timori legati al debito greco (preannuncio di downgrade del rating) e alla situazione occupazionale negli Stati Uniti. Una settimana colma di dati macro deboli ha fatto infatti riapparire sui mercati lo spauracchio di una recessione a doppia W.

Gli indici hanno pero’ ridotto gran parte delle perdite subite a meta’ seduta (il Dow Jones era scivolato fino a -188 punti, il Nasdaq perdeva -1.50%), con il paniere dei tecnologici che e’ riuscito a riportarsi anche brevemente sopra la parita’. Il Dow Jones ha infine ceduto lo 0.51% a quota 10321.11, il Nasdaq lo 0.08% a 2234.22 punti, l’S&P lo 0.21% in area 1102.93.

Le due peggiori performance a livello di blue chip sono state quelle di Coca Cola (-4%) e Dupont (-1.5%). Di tutt’altro tenore invece le prove di Alcoa, che forte di un progresso dell’1.5% conquista lo scettro del Dow, Travelers Companies e Wal-Mart.

Il benchmark delle commodity Dow Jones-UBS Commodity Index ha recuperato terreno dai minimi intraday, aiutato da un rallentamento della corsa del dollaro. Dopo una seduta per massima parte positiva, il Dollar Index ha finito per cedere lo 0.1%.

La Grecia ha attirato ancora una volta i riflettori su di se’: le agenzie di rating hanno sottolineato che potrebbero ridurre il rating sul credito di Atene, alimentando i timori circa il potenziale default della nazione, gli effetti che avra’ sulle altre economie della zona euro e i costi che comporterebbe un eventuale piano di salvataggio.

Nel frattempo il presidente della Fed Ben Bernanke ha reso noto che la Banca Centrale avviera’, in cooperazione con l’autorita’ di controllo dei mercati, la Sec, delle indagini sulle operazioni finanziarie speculative lanciate contro la Grecia che hanno riguardato i credit-default swaps.

In ambito di dati macro, le richieste di indennita’ di disoccupazione sono cresciute per la seconda settimana di fila, cogliendo di sorpresa Wall Street, che si aspettava invece un calo. Il tasso di disoccupazione resta uno degli ostacoli maggiori nella strada verso una ripresa sostenibile dell’economia. La prossima settimana verra’ pubblicato il rapporto mensile del governo sulla situazione lavorativa.

“Il mercato ha ricevuto un uno due pesante”, ha dichiarato a Reuters Jeffrey Phillips, chief investment officer di Rehmann, sottolinendo come l’euro sia ancora debole a causa della paura per il debito, mentre le domande di indennita’ di disoccupazione hanno alimentato la volatilita’.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico in calo le quotazioni del greggio. I futures con consegna aprile arretrano di $1.83 attestandosi a quota $78.17 al barile. Sul valutario la moneta unica avanza leggermente a quota $1.3556. L’oro ha chiuso in rialzo di $11.30 a $1108.50 l’oncia. Si tratta della prima seduta positiva su quattro. In buon progresso i prezzi dei Titoli di Stato, con il rendimento sul benchmark decennale che e’ sceso al 3.6420% (-53 punti base).