GOVERNO, UNA MANOVRINA DEFINITA ‘LIGHT’

22 Settembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

La Finanziaria 2010, per il secondo anno consecutivo in versione ‘light’, approderà domani in Consiglio dei ministri in anticipo rispetto alla data ultima di approvazione fissata per legge al 30 settembre. La manovra, secondo quanto confermato dal governo alle parti sociali, sarà composta di soli 3 articoli più le tabelle e, secondo quanto prevede l’ultimo dl anticrisi, non potrà contenere misure per lo sviluppo (leggere: Finanziaria: Tremonti, non e’ una manovra, e’ fotografia).

L’entità dovrebbe essere intorno ai 3 miliardi di euro e la copertura dovrebbe derivare per la maggior parte dal gettito dello scudo fiscale. Nell’articolato rientreranno anche le proroghe di alcune agevolazioni fiscali e il rifinanziamento delle missioni di pace. Intanto, si inverte il trend negativo sui conti pubblici. Se puo’ interessarti, in borsa si puo’ guadagnare con titoli aggressivi in fase di continuazione del rialzo e difensivi in caso di volatilita’ e calo degli indici, basta accedere alla sezione INSIDER. Se non sei abbonato, fallo ora: costa solo 79 centesimi al giorno, provalo.

Il quadro macroeconomico contenuto nella Nota di aggiornamento al Dpef, che sarà esaminata nella riunione del Cipe che precede il Consiglio dei ministri di martedi’, il Pil e il deficit/Pil quest’anno dovrebbero migliorare di qualche decimale rispetto alle ultime stime contenute nel Dpef. La crescita dell’economia registrerà un -5% (nel Dpef era previsto un Pil a -5,2%) e il disavanzo pubblico scende al 5% dal 5,3% stimato a luglio. L’esecutivo non l’ha detto apertamente a imprese e sindacati nella riunione a palazzo Chigi ma ha fatto capire che eventuali muove misure per il sostegno dell’economia (incentivi, detassazioni e ulteriori risorse per le opere pubbliche) potrebbero arrivare in un secondo momento a seconda dell’entità del gettito che deriverà dallo scudo fiscale.

Le maggiori entrate dovrebbero servire anche per finanziare i rinnovi contrattuali (si parla di 7 miliardi di euro che difficilmente saranno coperti dalla Finanziaria). Nella manovra 2010, invece, dovrebbero trovare spazio le risorse per l’indennità di vacanza contrattuale. Fortemente critici i sindacati che attaccano l’esecutivo sull’assenza di risorse per i dipendenti pubblici: “Abbiamo chiesto i soldi per il rinnovo dei contratti pubblici – ha detto Epifani in conferenza stampa a palazzo Chigi – allo stato non risulterebbe nulla. Incalzeremo il governo per avere cambiamenti”.

Confindustria, intanto, continua a insistere sugli ammortizzatori sociali e chiede di portare a compimento alcune misure già in cantiere. Tra queste la Tremonti-ter e lo sblocco dei debiti della P.A. Per i commercianti, invece, la priorità è il calo delle tasse sul lavoro con una detassazione delle tredicesime per dare ossigeno ai consumi. Nel complesso l’incontro a palazzo Chigi, al quale non ha partecipato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ha lasciato insoddisfatti tutti i partecipanti.

Per la prima volta si sono seduti al tavolo insieme alle 36 sigle di imprese e sindacati che tradizionalmente prendono parte agli incontri anche le sigle del comparto sicurezza, tra Cocer e sindacati di polizia, che solitamente vengono convocati in un tavolo separato. Convocazione congiunta anche per Regioni (che però hanno disertato la riunione in attesa di risposte da parte dell’esecutivo su alcuni punti giudicati irrinunciabili dai governatori, come il Patto per la salute e le risorse per i Fas ed Enti locali), Province e Comuni. Il risultato dell’incontro non ha quindi soddisfatto nessuno (l’Upi ha lamentato anche il fatto che non c’era posto a sedere per tutti) perchè, visto l’alto numero dei partecipanti e il poco tempo a disposizione non si è entrati nel merito delle questioni. Lo stesso sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, ha affermato che l’incontro con le parti sociali è “un rito da rivedere”.