Governo prepara la fase due: sabato Governo presenta il piano

9 Aprile 2020, di Mariangela Tessa

Mentre mancano pochi giorni alla scadenza del 13 aprile prevista dall’ultimo decreto del presidente del Consiglio sulle misure di lockdown, il Governo inizia a pensare a quella che è stata definita la “Fase due” dell’emergenza coronavirus.

Il nuovo Dpcm dovrebbe essere varato entro sabato 11 aprile. E, secondo le indiscrezioni, dovrebbe limitare la ripresa ad alcune delle attività produttive classificate a “basso rischio”, specificando le adeguate misure di protezione e di distanziamento sociale per ognuno dei tre livelli di pericolo individuati.

In quest’ottica, da metà aprile potrebbero riaprire le aziende più collegate alle filiere essenziali (alimentare, farmaceutica e sanitaria), ma anche l’agricoltura e parte della manifattura. Sempre dietro la garanzia di riuscire a garantire i protocolli di sicurezza per i lavoratori.

In generale, la linea ribadita nel corso del vertice tra il premier Conte e i tecnici in vista della scadenza del Dpcm, sembra quella della “gradualità e prudenza”.

Tutto dipenderà, come è stato più volte fatto notare dall’esecutivo, dalla curva dei contagi: se questa continuerà a scendere, una prima apertura potrebbe scattare già da metà aprile.

“Fase due” in due step

Secondo prime indiscrezioni, l’orientamento è quello di mettere in atto la cosiddetta “Fase due” in due step: il primo (dopo Pasquetta) riguarderebbe piccole aperture per le attività produttive, mentre il secondo (dopo il 4 maggio) interesserebbe una rimodulazione delle misure per spostamenti e uscite.

A riaprire in battenti potrebbero essere per prima, tutte filiere produttive in cui è possibile garantire il distanziamento tra i lavoratori con obbligo di mascherina. Potrebbero rientrare alcuni settori del manifatturiero come la meccanica, l’edilizia e il commercio (laddove possibile).

Al contempo, si potrebbero prendere in considerazione due criteri. Il primo: quelle delle aree geografiche, dando la priorità all’apertura di quelle zone in cui il coronavirus ha fatto meno contagi. Il secondo: l’età, con anziani e persone più fragili che rimarranno sotto tutela.

Dopo il 4 maggio, l’allentamento delle misure restrittive potrebbe interessare le persone: per quella data potremmo tornare a uscire, rispettando la regola del distanziamento e indossando le mascherine.

Curva del contagio inizia a scendere

Intanto la curva del contagio del corona virus ha iniziato a scendere.

“Finalmente – ha sottolineato due giorni fa il direttore delle malattie infettive dell’Iss, Giovanni Rezza, commentando i dati – sembra si inizi a vedere una diminuzione di nuovi casi: dopo una fase di plateau, sembra esserci una discesa, la curva tende a flettere in basso. Ma aspettiamo domani o dopodomani prima di tirare un sospiro di sollievo”.

A sostenere le parole ci sono, appunto, i numeri. Per il quarto giorno consecutivo calano i pazienti ricoverati in terapia intensiva, ieri sono stati 106 in meno. Ben 5 regioni – Umbria, Friuli Venezia Giulia, Molise e soprattutto Lombardia ed Emilia Romagna – fanno segnare un minor numero di malati. L’aumento dei positivi è di soli 880 pazienti, meno della metà di lunedì.

“E’ l’incremento più basso registrato dal 10 marzo” ha detto il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli.

Tutto ciò non significa certo che da qui ad una settimana l’Italia sarà fuori dall’emergenza. Lo ripetono tutti gli scienziati e lo sa bene il governo che continua a ribadire la linea della massima cautela e della prudenza.