Governi non hanno tenuto fede a impegni, debito esploso dopo crisi

6 Febbraio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Dopo l’esplosione dei prestiti negli anni precedenti allo scoppio della crisi del 2007-2008, la maggior parte dei governi, soprattutto quelli dei paesi industrializzati, avevano promesso l’adozione di politiche volte a ridurre il l’indebitamento e aumentare, allo stesso tempo, i risparmi. Nulla di questo è successo. Anzi.

Da uno studio di McKinsey Global Institute (Mgi), ‘tutte le principali economie, invece di ridurre il loro debito, oggi stanno prendendo in prestito più di quando facevano nel 2007 rispetto alla crescita’. In pratica, quello che emerge dal report è, dopo la crisi, governi, famiglie, imprese e istituzioni finanziarie in tutto il mondo hanno aumentato il debito ad un ritmo molto più veloce rispetto al tasso di crescita registrato dopo la crisi. Tale situazione, secondo l’analisi, ‘comporta nuovi rischi per la stabilità finanziaria e potrebbe minare la crescita globale’.

Qualche numero per capire meglio. Il debito mondiale è aumentato di 57mila miliardi di dollari tra il 2007 e il 2014 fino a raggiungere la cifra record di quasi 200mila miliardi. Questa cifra, riferita allo scorso anno, rappresenta un peso pari al 286% del Pil mondiale contro il 269% registrato nel 2007. In questi anni il debito pubblico è aumentato di soli 25mila miliardi e, secondo la ricerca Mgi, ‘continuera’ a crescere in molti Paesi, dati gli attuali fondamentali economici’.

Ciò che colpisce è che tra le 47 grandi economie, finite sotto la lente degli analisti, solo cinque – Israele, Egitto, Romania, Arabia Saudita e Argentina – sono effettivamente riuscite a ridurre i loro debiti. Mentre cinque hanno visto incrementi massicci, addirittura superiori alle tre cifre percentuali. Destano preoccupazioni in particolare la situazione in Cina dove l’incremento è stato dell’83%, del Portogallo (+100%), Grecia (+103%), Singapore (+129%) e Irlanda (+172%). (mt)