GOOGLE: NUBI ALL’ORIZZONTE PER L’IPO DEL GRUPPO

6 Maggio 2004, di Redazione Wall Street Italia

L’atteso collocamento in borsa di Google potrebbe non essere cosi’ brillante come molti investitori si aspettano. In base ad alcune indiscrezioni riportate dal New York Post, diversi fondi pensione sarebbero infatti intenzionati a boicottare l’operazione.

A minare la buona riuscita dell’Ipo, secondo quanto riportato dal quotidiano Usa, sarebbe il rapporto sbilanciato con cui saranno distribuite le azioni che conferiscono i maggiori diritti di voto.

La classe A delle azioni Google sara’ venduta direttamente al pubblico, mentre la classe B sara’ assegnata esclusivamente agli insider dell’azienda, con a capo i soci fondatori Larry Page e Sergey Brin.

Gli insider della societa’, quindi, disporranno di titoli che danno il diritto di esercitare 10 voti per ogni singolo voto esercitato dagli azionisti ordinari.

Il TIAA-CREF, un fondo pensione di New York che ha attivita’ per circa $300 miliardi,
chiede che le azioni siano prezzate con uno sconto, tale da riflettere il diluito potere di voto degli azionisti ordinari.

Dello stesso orientamento CalPERS, fondo pensione con sede in California. CalPERS riferisce di aver gia’ bloccato in passato, insieme ad altri fondi di New York, del New Jersey e del Connecticut, offerte con oggetto due distinte classi di titoli. Il fondo, tra l’ltro, cita una simile operazione da parte di Marriott.

“La maggior parte dei pension fund e’ d’accordo almeno in principio sulla non correttezza di tale struttura nei confronti degli azionisti – afferma Brad Pacheco, portavoce del fondo. In passato – prosegue Pacheco – abbiamo gia’ assunto iniziative per osteggiare simili progetti”.

Previsioni pessimistiche arrivano anche dal mondo dell’accademia. Secondo uno studio di due professori di business del Journal of Financial Economics, i fondatori di Google raccoglieranno circa il 33% in meno dei $2.7 miliardi attesi dall’Ipo. La causa e’ l’intenzione di assicurare agli insider il controllo del gruppo.