GOOGLE
PARLA CHIARO

2 Marzo 2006, di Redazione Wall Street Italia

Il contenuto di questo articolo esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – Si stimava che le azioni di Google, che avevano esordito a 85 dollari nell’estate 2004, potessero arrivare a 600 dollari. Invece sono bastati i dati dell’ultimo trimestre 2005 per fare perdere al titolo in pochissimo tempo la quota di 450 dollari. Ora è a 362.

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La base dell’inversione del trend all’apparenza è assurda (ma meno noiosa di un libro di Baricco): il fatto che l’aumento degli utili netti è stato solo l’82 per cento, contro una previsione del 93, mentre il fatturato è cresciuto solo dell’86 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Si tratta, comunque, di aumenti da sogno. Ma s’era perso di vista totalmente il rapporto fra l’utile e il valore di Borsa.

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La quotazione di Google era oramai basata soltanto sulla previsione di una crescita ulteriore della quotazione. Il ritorno all’ordine ha avuto luogo con l’osservazione del direttore finanziario di Google, George Reyes, secondo cui la crescita del fatturato e dell’utile della compagnia ora seguiranno una linea organica. L’espressione ha creato qualche stupore.

In effetti, l’introito di questo motore di ricerca e di Yahoo, che ha caratteristiche analoghe, è costituito per il 99 per cento dalla pubblicità immessa nelle pagine che compaiono con il suo aiuto o direttamente nei servizi che esso dà alla clientela. La crescita degli introiti pubblicitari dipende da quella del numero di utenti di Google come motore di ricerca e dai suoi servizi specifici in questo ambito. Dipende anche dalla crescita delle ricerche di ciascun utente.

In parte minore tutto ciò dipende da quel che Google offre di nuovo, in parte maggiore dalla sua posizione fra i motori di ricerca, senza dubbio primaria. Ma in misura ancora maggiore è determinata dalla diffusione di Internet a livello mondiale, su cui nessuna impresa che gestisce i servizi della rete, per quanto capace e potente, è in grado di influire.

Si può drogare la Borsa, ma non Internet, che è, per sua natura, un mercato dell’informazione non manipolabile da nessun operatore, per quanto grande, essendo espressione oggettiva dello sviluppo della società mondiale. Questo voleva dire George Reyes, quando ha affermato che l’espansione di Google ora sarà di natura organica.