GOLDMAN TEME I MEDIA: RISCHIO PER I BILANCI

4 Marzo 2010, di Redazione Wall Street Italia

Qui non si parla di catastrofi naturali o di turbolenza dei mercati. La banca d’affari Goldman Sachs avverte una minaccia inconsueta per il proprio business: la campagna pubblicitaria denigratoria degli organi media, con in testa le testate internet (certamente in Italia WSI, vedi sotto). Secondo gli esperti e’ la prima volta che succede.

Nel suo report annuale il colosso newyorchese ha precisato che “la cattiva pubblicita’ potrebbe avere un impatto negativo sulla nostra reputazione e sul morale e la performance dei nostri dipendenti, finendo per influire negativamente sul business e sui risultati delle operazioni”.

L’insolita motivazione, presente nella sezione di 12 pagine riservata ai “fattori di rischio”, che vanno dai turbolenti mercati finanziari ai disastri naturali, e’ un segnale dello stato di isolamento della banca, che sta traballando sotto i colpi dei rivali, dei politici e degli americani, che continuano a non digerire gli ingenti profitti incassati dal gigante finanziario soprattutto grazie ad aggressivi speculazioni su vari mercati.

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“Goldman e’ diventata una gigantesca pignatta da percuotere”, ha dichiarato Charles M. Elson, direttore del centro di corporate governance John L. Weinberg all’Universita’ del Delaware, aggiungendo di non ricordarsi una dichiarazione del genere, in cui una societa’ cita la cattiva pubblicita’ come un rischio per le proprie attivita’. “Questo da’ un’idea del clima politico abbastanza bizzarro che si e’ venuto a creare e nel quale ci troviamo a dover operare”.

Secondo alcuni esperti di corporate-governance l’iniziativa non deve sorprendere, se si considera l’enorme e indesiderata attenzione che Goldman ha ricevuto da quando la crisi finanziaria e’ scoppiata.

A luglio un articolo del settimanle Rolling Stone paragonava la banca a “un enorme calamaro vampiro avvinghiato alla faccia dell’umanita’”. La frase e’ stata riportata e citata piu’ volte da altri organi media, cosi’ come avvenuto per i commenti, ritenuti da molti fuori luogo, dell’amministratore delegato Lloyd Blankfein, che in novembre ha dichiarato ad un quotidiano britannico che la banca “sta svolgendo il lavoro di Dio”.

“Ritengono che questo tipo di storie potrebbero avere un impatto materiale sui corsi dei titoli in Borsa e hanno pertanto pensato di dover fare qualcosa per mettere al corrente gli investitori”, ha detto al Wall Street Journal Michael Ryan, presidente della societa’ di consulenza Proxy Governance.