GME, nel 1° trimestre energia meno costosa

13 Aprile 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Il primo trimestre del 2010 si chiude con il prezzo di acquisto dell’energia elettrica nella borsa italiana dell’energia (PUN) ancora in flessione su base annua, anche se con dinamiche più contenute, ed una ormai consolidata ripresa degli scambi di energia elettrica nel Sistema Italia, dopo la lunga fase recessiva. Nel primo trimestre 2010, si legge in una nota del GME – Gestore Mercati Energetici – il PUN è sceso sotto i 63 €/MWh (-17,7% sul corrispondente periodo del 2009), livello più basso degli ultimi cinque anni, con un rapporto tra il prezzo nelle ore di picco e baseload ai minimi storici. Nello stesso periodo sono tornati in terreno positivo gli acquisti nazionali di energia elettrica (+2,8%), soprattutto nelle zone settentrionali del Paese più duramente colpite dalla crisi economica. Ancor più consistente la ripartenza delle vendite da impianti di produzione dislocati sul territorio nazionale (+5,1%), favorite anche dalla flessione dell’energia importata dall’estero (-6,3%). Il prezzo medio di acquisto (PUN) a marzo ha registrato una riduzione su base annua di 6,27 €/MWh (-9,1%), la quindicesima consecutiva, portandosi a 62,82 €/MWh. Il prezzo è sceso di 17,02 €/MWh (-18,8%) nelle ore di picco e di 0,77 €/MWh (-1,3%) nelle ore fuori picco, attestandosi rispettivamente a 73,35 €/MWh e 56,61 €/MWh. Il rapporto tra il prezzo nelle ore di picco e quello baseload, pari a 1,17, ha segnato per il secondo mese consecutivo il minimo storico. I prezzi di vendita hanno registrato un deciso calo tendenziale in tutte le zone (in evidenza il Sud con un ribasso del 21,6%), ad eccezione della Sicilia, il cui prezzo si è attestato sui livelli del 2009 (+0,2%). Il Sud, con 51,97 €/MWh, si è pertanto confermata, per il settimo mese consecutivo, la zona dal prezzo più basso; prezzi compresi tra 60-64 €/MWh nelle altre tre zone del continente ed in Sardegna; mentre la Sicilia, con 78,26 €/MWh, ha ancora segnato il prezzo di vendita più alto, ma con un differenziale rispetto alle altre zone quasi dimezzato rispetto ai circa 50 €/MWh di febbraio 2010. (segue)