GM: SEMPRE PIU’ PROBABILE IL FALLIMENTO

11 Maggio 2009, di Redazione Wall Street Italia

Quando mancano poco piu’ di due settimane alla scadenza dell’ultimatum imposto dal governo degli Stati Uniti, la soluzione del fallimento si fa sempre piu’ probabile per General Motors, la maggiore casa automobilistica del Paese.

Lo ha riconosciuto oggi l’amministratore delegato dell’azienda, Fritz Henderson, precisando che il compito che si trova davanti la societa’ e’ certamente difficile. Ciononostante l’AD non ha abbandonato ogni speranza di poter presentare, entro il primo giugno, un piano di ristrutturazione che soddisfi le richieste della task force dell’auto scelta dall’amministrazione Obama.

La casa di Detroit, ha spiegato sempre Fritz Henderson, sta valutando le operazioni Paese per Paese, nel tentativo di stabilire dove poter presentare istanza fallimentare e dove invece non ce ne sara’ bisogno. Fare ricorso a tale soluzione negli Stati Uniti non significa infatti necessariamente che la societa’ seguira’ la stessa procedura in altre regioni.

“Sicuramente il compito che abbiamo davanti e’ grande”, ha detto Henderson nel corso di una conference call. “Ma c’e’ ancora l’opportunita’ e la possibilita’ di portare a termine tale compito fuori da un’aula di tribunale”.

General Motors ha ottenuto un prestito federale da 15,4 miliardi di dollari e ha tempo fino al primo giugno per presentare un piano di ristrutturazione completo, altrimenti dovra’ fare ricorso al Chapter 11 di protezione dai creditori.

Tuttavia la societa’ deve ancora tagliare migliaia di concessionarie auto, chiudere stabilimenti, tagliare altri posti di lavoro, raggiungere un accordo con i sindacati, convincere migliaia di creditori ad accettare l’offerta che prevede la conversione in azioni del debito complessivo da 27 miliardi di dollari. Un’operazione di questo tipo consentirebbe agli obbligazionisti di entrare in possesso di una quota del 10% della societa’.

Henderson non ha escluso l’eventualita’ che la societa’ sposti di citta’ la sua sede, ma ha precisato che “non e’ in cima alla lista delle preoccupazioni”, aggiungendo che molti dipendenti di GM sono a Detroit e che la societa’ e’ orgogliosa di risiedere in quella citta’.

Henderson ha preferito non commentare le notizie secondo cui la quota dell’80% delle operazioni europee di Opel che fa capo a GM sarebbe finita nel mirino di Fiat. L’AD si e’ limitato a precisare che qualsiasi accordo deve soddisfare le necessita’ di entrambe le parti.

Il manager ha fatto sapere che GM ha un urgente bisogno di ricevere un prestito dal governo tedesco per quanto riguarda le operazioni in Europa, di conseguenza qualsiasi partner scelto in futuro dovra’ rispettare le esigenze del governo.

“Al momento abbiamo bisogno di finanziamenti nelle nostre attivita’ in Europa. Un tale sostegno economico e’ fondamentale e di massima urgenza e il governo tedesco non ha espresso la volonta’ di gestire le nostre attivita’”, ha puntualizzato Henderson. “Pertanto ci assicureremo che tutti i partner scelti in questo business incontrino il parere favorevole del governo. Ovviamente se abbiamo bisogno del loro appoggio, vogliamo che reputino ragionevole e accettabile la scelta di qualsiasi partner”.

Henderson ha inoltre smentito le notizie che danno per imminente la cessione delle operazioni in America Latina, rendendo noto che hanno sempre offerto ingenti ritorni all’azienda. “Questo e’ un business che conosciamo bene e che ci piace molto”, ha detto il manager.