Glifosato “cancerogeno”, Europa decide su rinnovo licenza pesticida

26 Settembre 2017, di Daniele Chicca

Europa deciderà a giorni se rinnovare o meno l’autorizzazione del glifosato, pesticida presente nel Roundup la cui omologazione scade a fine 2017. Bruxelles ha proposto di rinnovare la contestata molecola per dieci anni. L’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Centro di Ricerca Internazionale sul Cancro hanno stabilito nel 2015 che il glifosato, un diserbante sistemico di post-emergenza non selettivo, è genotossico (ossia che è dannoso per il DNA), cancerogeno per l’animale e “probabilmente cancerogeno” anche per l’uomo.

La posizione dell’Italia, che deve ancora confermare la sua contrarietà, e di altri paesi come Svezia e Germania che si sono astenuti in passato dal prendere posizione, non è chiara. Il Regno Unito aveva esercitato pressioni a favore di un’estensione della licenza, ma in ottica Brexit non avrà grande voce in capitolo. La Francia si è detta contraria, ma non ha ancora studiato il modo con cui intende sostituire il glifosato. La Francia vorrebbe mettere al bando la sostanza, ma deve ancora completare un piano per trovare un’alternativa alla molecola.

Il 22 settembre in Europa in seno al Comitato PAFF è iniziato il round di negoziati tecnici per la proroga in Europa, ma per conoscere la decisione definitiva bisognerà aspettare il 5 ottobre quando si svolgerà la riunione politica. L’obiettivo è quello di trovare una posizione unanime sul rinnovo della licenza. Se gli erbicidi in questione dovessero sparire dall’Europa, tre colossi dell’agrochimica come Monsanto, Dow e Syngenta dovrebbero togliere dal mercato europeo dei loro prodotti di punta.

Il glifosato è la principale sostanza attiva del Roundup, il pesticida più utilizzato al mondo nonché il prodotto faro della multinazionale Monsanto. Circa 825.000 tonnellate sono state sparse a livello mondiale tre anni fa, nel 2014. Nel 1974, anno della sua comparsa sul mercato, sono state utilizzate 3.200 tonnellate in tutto il mondo.

Il principio attivo è presente nella composizione di circa 750 altri prodotti commercializzati da più di 90 società nel mondo e occupa circa il 25% del mercato mondiale degli erbicidi. Vietarne la produzione sul mercato da un giorno all’altro creerebbe non pochi problemi logistici, a tutti gli stadi della catena produttiva.

In Europa il glifosato è particolarmente controverso per via della posizione differente dei vari paesi e per le tante aziende coinvolte: ci sono più di 300 diserbanti commercializzati da più di 40 società diverse. Solo in Francia, un paese dove l’agricoltura ha ancora una grande importanza per l’economia, per esempio, si vendono circa 8.000 tonnellate l’anno. Secondo le statistiche ufficiali a disposizione citate da Le Monde nel 60% dei corsi d’acqua francesi il pesticida è presente.

Glifosato, non è chiara la posizione dell'Italia