GLI USA IN RITARDO SUL WAP

19 Giugno 2000, di Redazione Wall Street Italia

Non e’ un segreto che il mercato Usa del wireless sia indietro rispetto a quello europeo, che invece ha registrato un fortissimo tasso di crescita negli ultimi anni. Una delle principali ragioni di questo successo in Europa e’ l’adozione di una piattaforma tecnologica per la telefonia mobile comune, il GSM (Global System for Mobile communications). Negli Usa l’approccio e’ diverso: qui gli operatori del settore wireless hanno preferito concentrarsi su standard alternativi – creando sistemi e servizi molte volte incompatibili tra loro.

A ben vedere, pero’, in questo momento particolare le aziende Usa del settore potrebbero ancora avere una chance di sorpassare le concorrenti Europee. Questo perche’ il mercato del wireless si sta rapidamente spostando da un modello centrato sulla trasmissione di voce a un modello di trasmissione dati – una conseguenza del fatto che sempre piu’ utenti sono interessati all’accesso a Internet, settore in cui gli americani hanno piu’ esperienza.

Anche qui, pero’, gli americani devono fare i conti con un vecchio problema: mentre nel resto del mondo l’adozione dei protocolli Wireless Application Protocol (o WAP, cioe’ la tecnologia dedicata all’accesso di dati di rete tramite wireless) e’ un dato di fatto, in Nordamerica le aziende continuano a chiedersi se il WAP sia la risposta giusta al problema. Quello che non capiscono e’ che, a questo punto della corsa, che il WAP sia la tecnologia ottimale oppure no e’ un aspetto ormai trascurabile, dal momento che sta diventando uno standard globale. Anche gli americani dovrebbero adottarlo, punto e a capo.

Per amor di cronaca, rivediamo i dubbi principali sul sistema WAP, che possono essere suddivisi in tre tipi:

– I tecnici che sviluppano applicazioni wireless devono impararsi un nuovo linguaggio di codifica per il Web, chiamato WML (Wireless Markup Language).

– Non tutti i siti Internet abilitati al WAP risultano leggibili chiaramente su apparecchio wireless.

– Ci sono dispute legali su chi possiede i diritti sulla proprieta’ intelletuale al WAP.

Per quanto riguarda il primo punto, il mio parere e’ il seguente: i tecnici devono impararsi un nuovo linguaggio di codifica? Buon per loro! Una conversione diretta da HTML [la codifica per i siti Internet] all’apparecchio wireless darebbe un prodotto mediocre in ogni caso. Invece che rigurgitare standard gia’ esistenti, la carta vincente e’ piuttosto lo sviluppo di servizi Web specifici per le trasmissioni wireless. Per questo i tecnici farebbero meglio a pensare al modo migliore di sviluppare applicativi wireless invece che convertire formati gia’ esistenti per una piattaforma completamente nuova.

Secondo punto: da recenti statistiche risulta che circa il 25% dei siti abilitati a WAP non funziona nel modo piu’ efficiente. Nella maggior parte dei casi, questo dipende da un cattivo design in WAP, peggiorato magari da debolezze strutturali del sito stesso: strutture ipertestuali obsolete, applet Java troppo pesanti e immagini malfatte. I tecnici piu’ bravi dovrebbero prendere questi dati con soddisfazione: sono il segno che il WAP e’ ancora allo stadio infantile, e che in giro c’e’ un gran bisogno di programmatori bravi.

Terzo punto: i diritti di proprieta’ intellettuale sono la parte piu’ problematica. Negli Usa, la prima mossa e’ stata fatta da una societa’ di Alameda (California) chiamata Geoworks (GWRX). La societa’ e’ stata la prima a registrare il copiright su alcune componenti WAP, con ripercussioni serie per l’intero settore. Per esempio, ogni societa’ con oltre un milione di dollari di fatturato che sia interessata a costruire un server abilitato a tecnologier WAP negli Usa deve pagare una cospicua commissione a Geoworks. Conseguenza: Phone.com (PHCM), una societa’ di Redwood City (California), ha gia’ fatto causa a Geoworks per evitare il dissanguamento. E’ facile capire che gli altri operatori Usa a questo punto non si sentono terribilmente entusiasti nel perseguire lo standard WAP.

In Europa e’ un’altra storia. Dal momento che Geoworks non possiede il diritto alla proprieta’ intellettuale nell’area dell’Unione Europea (Ue), gli operatori europei hanno meno ostacoli legali e finanziari. E siccome e’ ormai chiaro che i prossimi 12 mesi saranno fondamentali nell’acquisire un vantaggio competitivo sulle tecnologie WAP rispetto agli Usa, si sono gettati a capofitto nell’investire sulla costruzione delle proprie reti in WAP.

Nel frattempo, alcune societa’ americane stanno considerando alternative alla tecnologia WAP, come per esempio alcune varianti di codici gia’ esistenti in HTML. Il risultato potrebbe essere catastrofico, perche’ una mossa come questa potrebbe dividere ulteriormente la comunita’ degli operatori del wireless. Non solo si avrebbe la spaccatura gia’ esistente tra quelli specializzati nella trasmissione di voce e quelli dedicati alla trasmissione dati. All’interno di quest’ultima fascia, verrebbe a crearsi la divisione tra chi persegue tecnologie WAP e chi cerca altre vie, rallentando ulteriormente lo sviluppo di una piattaforma comune per l’accesso wireless alla Rete negli Usa.

*Eddie Hold e’ un analista del settore wireless presso la societa’ di ricerche Current Analysis.