GLI INVESTITORI PUNTANO SUL NUOVO BENCHMARK

18 Settembre 2004, di Redazione Wall Street Italia

Dato l’addio al glorioso indice Mib30, protagonista degli ultimi dieci anni del listino di Piazza Affari, gli investitori del crescente mercato dei derivati sono passati con convinzione al nuovo indice S&P/Mib studiato da Borsa Italiana e da Standard and Poor’s e che debutterà in grande stile lunedì 20 settembre.

Il passaggio tra il vecchio e il nuovo indice di riferimento, che verrà così usato come sottostante di future e delle opzioni, si è infatti chiuso con successo, anche se il Mib30 continuerà ad essere calcolato e diffuso da Borsa ogni minuto fino al 30 giugno 2006, quando scadranno gli ultimi strumenti derivati indicizzati sul vecchio benchmark.

Secondo i dati forniti da Borsa Italiana infatti il roll over fra la scadenza di settembre e quella di dicembre dei nuovi futures basati sull’indice S&P/Mib “si è concluso con successo”. “Sono stati scambiati 12.330 contratti standard sulla scadenza dicembre 2004, un dato che – si rileva – è esattamente uguale alla media dell’ultimo periodo del future sul Mib30.

Inoltre “anche la rapida crescita delle posizioni aperte (open invest) sulla scadenza di dicembre che era 13.481 a venerdì, si è dimostrato pari alle precedenti esperienze di scadenza trimestrale”. Il Mib30 comunque va in soffitta dopo 10 anni di carriera di tutto rispetto sia sotto il profilo azionario che in quello del mercato dei derivati.

Diffuso per la prima volta il 17 ottobre 1994, l’indice di riferimento aveva aperto subito le porte, nel novembre di quell’anno, al mercato dei derivati con il future a cui erano seguiti, nel novembre 1995, le negoziazioni delle opzioni e, nel luglio 2000, il minifuture. A 10 anni si sono raggiunti così i 40 milioni di contratti per un controvalore di 6.000 miliardi di euro per il future sul Mib30, mentre le opzioni hanno toccato quota 17,5 milioni di contratti per 1.700 miliardi di controvalore e il minifuture 7,5 milioni di unità per 200 miliardi di controvalore.

Anche sul profilo azionario il Mib30 ha compiuto grandi passi nei suoi dieci anni di vita, passando da un media giornaliera degli scambi pari a 392 milioni nel 1994, fino agli attuali 3 miliardi.

Ed ecco la lista delle 40 azioni che compongono il nuovo S&P/Mib studiato da Borsa Italiana e da Standard and Poor’s:

Autostrade

Banca Antonveneta

Banca Fideuram

Banca Intesa

Banca Monte dei Paschi di Siena

Banca Nazionale del Lavoro

Banca Popolare di Milano

Banche Popolari Unite

Banca Popolare di Verona e Novara

Benetton Group

Bulgari

Capitalia

E.Biscom

Edison

Enel

ENI

FIAT

Finmeccanica

Fondiaria SAI

Gruppo Editoriale L’Espresso

Italcementi

Luxottica

Mediaset

Mediobanca

Mediolanum

Mondadori Editore

Pirelli & C.

RAS

RCS MediaGroup

San Paolo-IMI

Seat Pagine Gialle

Snam

ST Microelectronics

Telecom Italia Mobile

Telecom Italia

Tiscali

UniCredito Italiano

Circa il nuovo indice, ecco cosa scrive il sito di Borsa Italiana:

L’indice S&P/MIB misura la performance di 40 azioni quotate sui mercati organizzati e gestiti da Borsa Italiana e mira a replicare la rappresentazione settoriale dell’intero mercato. Sono candidabili al paniere tutti i titoli azionari quotati in Borsa e sul Nuovo Mercato.

L’indice S&P/MIB offre una completa rappresentazione del tessuto economico, classificando i titoli in dieci settori di mercato, utilizzando la metodologia Global Industry Classification Standard (GICS) sviluppata da S&P e Morgan Stanley Capital International (MSCI) nel 1999, per fornire alla comunità finanziaria una serie completa di definizioni globali settoriali e industriali.

Sono compresi Beni di Consumo Discrezionali, Beni di Consumo di Prima Necessità, Energia, Finanziari, Sanità, Industriali, Informatica, Materiali, Servizi di Telecomunicazioni e Servizi Pubblici.

La capitalizzazione di borsa delle società componenti l’indice S&P/MIB viene calcolata ricorrendo al criterio del flottante (free-floating shares).