Giustizia sociale: Italia tra le peggiori in Europa

10 Luglio 2017, di Francesco Puppato

Stando alle fonti de Il Sole 24 Ore, prendendo in considerazione il periodo che va dal 2007 al 2013, l’Italia presenta una situazione preoccupante in tema di giustizia sociale: si colloca infatti al 23° posto, a pari merito con la Lettonia, sui 28 Paesi dell’Ue.

L’analisi, che mette in evidenza un forte squilibrio tra i Paesi del nord Europa (Svezia, Finlandia, Danimarca, Olanda e Germania) e quelli del sud Europa (Italia, Spagna, Portogallo, Grecia e Ungheria), prende in considerazione parametri come la povertà, la disoccupazione e l’esclusione sociale; valuta inoltre gli investimenti effettuati dai Paesi nei campi dell’istruzione, della salute e del lavoro.

Dallo studio emerge che sul podio d’Europa salgono, in ordine di primato, la Germania, il Lussemburgo e la Polonia; mentre l’Italia è, appunto, in fondo alla classifica europea nell’assicurare eque opportunità di vita, di formazione e di lavoro.

Traducendo le informazioni in dati, si osserva che:

  • Le persone che in Italia sono a rischio povertà sono il 28,4%, la percentuale sale al 31,9% tra i bambini;
  • Il numero delle persone private dei beni essenziali è il 12,4% (nel 2007 era del 6,8%);
  • Il tasso di disoccupazione è molto elevato ed ancora più preoccupante è quello giovanile, che arriva 40%;
  • Il numero di giovani tra i 20 ed i 24 anni che non lavorano né si stanno formando è del 32% (praticamente 1 su 3): in questo specifico punto l’Italia è addirittura ultima in Europa;
  • Si reputa infine che le condizioni sociali di provenienza del singolo ragazzo condizionino, per fortuna, solo lievemente il successo accademico.

Non sarebbe forse il caso che l’agenda UE considerasse la giustizia sociale importante quanto la stabilità economica, invece di lasciare solo quest’ultima al centro dell’attenzione finendo col trascurare le condizioni di vita dei cittadini?

In fondo, la vera ricchezza è la qualità della vita.