Giustizia: CGIA Mestre, ritardi costano a imprese 2,6 miliardi

18 Agosto 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Il cattivo funzionamento della giustizia italiana costa oltre 2,6 miliardi di euro alle imprese italiane. E’ questo il risultato che è emerso da un’elaborazione effettuata dalla CGIA di Mestre che ha ottenuto questo risultato (2,66 mld di € nel 2007- ultimo anno statisticamente disponibile), sommando i costi che le imprese italiane devono farsi carico per i ritardi nelle procedure fallimentari (1,03 mld di €), i costi dei ritardi nelle procedure civili di 1° e 2° grado (1,09 mld di €) e le spese burocratiche relative alle sole procedure fallimentari (532 milioni di €). Nel 2007, a fronte di 972.555 procedimenti pendenti, la durata media di un processo civile di 1° grado è stata di 904 giorni (2 anni, 5 mesi e 21 giorni). Con poco più di 51.000 procedimenti pendenti, la durata dei processi civili di 2° grado è stata mediamente di 822 giorni (pari a 2 anni e 3 mesi) e per una procedura fallimentare addirittura 3.035 giorni (pari a 8 anni, 3 mesi e 23 giorni). Tuttavia, fanno notare dalla CGIA di Mestre, il quadro non è completamente negativo. Tra il 2000 e il 2007 la durata dei processi civili di 1° grado si è ridotta di 230 giorni e quella relativa ai processi di 2° grado di 137. Drammatica, invece, la situazione riferita ai procedimenti fallimentari. Sempre nel periodo tra il 2000 e il 2007 la durata media delle istanze fallimentari è aumentata di ben 604 giorni. A livello territoriale è preoccupante la situazione presente nel Mezzogiorno. La maglia nera spetta alla Basilicata. In questa regione la durata media dei processi civili di 1° grado è stata (nel 2007) di 1.463 giorni. Segue la Puglia con 1.335 e la Calabria con 1.288. La regione più efficiente, invece, è la Valle d’Aosta con una durata media di 614 giorni. “La necessità di rendere il nostro sistema giudiziario italiano più efficiente – sottolinea Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA di Mestre – è una necessità sempre più avvertita dagli imprenditori. Non solo per il carico economico che devono sopportare ma, soprattutto, per il fatto che il cattivo funzionamento della giustizia costituisce un grosso ostacolo che allontana gli investitori stranieri dal nostro Paese.”