GIUGNO DECISIVO PER LE BORSE

8 Giugno 2004, di Redazione Wall Street Italia

Dal punto di vista dell’investitore, il mese di giugno sarà probabilmente il mese decisivo per l’intero anno. Anche il piccolo risparmiatore dovrà prestare grande attenzione alle notizie delle prossime settimane per capire se dovrà preoccuparsi sul serio delle prospettive finanziarie o potrà invece lasciar fruttare i propri soldi senza troppe paure.

Nel mese di giugno ci saranno due eventi cruciali.

Il passaggio di poteri in Iraq al governo transitorio darà un’indicazione significativa di quanto realistica sia la strategia d’uscita dalla crisi mediorientale che tanto pesa sulle prospettive dei mercati finanziari globali. Proprio a fine mese inoltre è previsto l’attesissimo incontro del Federal Open Market Committee da cui si attende la decisione sui tassi d’interesse americani che potrebbe rappresentare il giro di boa della politica monetaria mondiale. A seconda delle reazioni dei mercati a questi due eventi sarà possibile prevedere quanto turbolenta sarà la continuazione dell’anno e forse anche l’andamento dei mercati finanziari su un orizzonte più lungo.

1 – L’attacco terroristico di Al Khobar è certamente la peggiore notizia che potesse venire. Al Qaeda ha provocato con la sua azione un rialzo ulteriore del prezzo del petrolio che ha superato i 42 dollari al barile. Se a seguito di nuovi attentati la quotazione dovesse salire fino a 50 dollari, avremmo un cambiamento carico di implicazioni politiche. Non è da escludere che l’Occidente provveda a razionamenti, quanto ai paesi fornitori, tra quelli arabi solo l’Arabia Saudita dispone di modeste riserve ancora fungibili..

Come regolarsi dunque. Prima di tutto, bisognerà seguire con attenzione il grado di severità con cui il regno saudita si dispone a reagire all’attentato. La protezione delle infrastrutture petrolifere è essenziale. L’attentato sembra dimostrare che le autorità saudite non dispongono di controlli di sicurezza davvero adeguati. L’Arabia è già vicina al massimo di produzione di petrolio, quindi ogni nuovo attentato che dovesse condizionare la produzione avrà effetti diretti sui prezzi.

Più a lungo termine l’investitore deve ben giudicare quale grado di realismo abbia il passaggio di potere nelle mani del nuovo governo iracheno. Su questo fronte va segnalato che, proprio in coincidenza con la nomina del nuovo presidente del Consiglio iracheno, la scadenza della permanenza in Iraq delle truppe alleate è stata spostata in avanti. Dal punto di vista dei mercati si tratta di un’ipotesi conveniente.

Il problema dal punto di vista degli investitori è che un prezzo tanto importante per le previsioni sui tassi d’interesse come quello del petrolio dipenda da eventi per definizione non prevedibili come gli attentati terroristici. Le conseguenze prevedibili di un attentato sarebbero una caduta dei corsi azionari, una fuga di capitali dai mercati emergenti e dai titoli ad alto rendimento, un modesto rafforzamento dei titoli obbligazionari e un indebolimento del dollaro.

2 – Per quanto riguarda invece l’appuntamento del 30 giugno con l’organo decisionale della Federal Riserve, molto dipenderà dal fatto che la decisione rimanga entro le attese.

Attualmente le previsioni degli osservatori più accurati è di un rialzo dei tassi di 25 punti base. Ma gli investitori dovranno anche stare molto attenti alla formulazione che verrà scelta dalla Fed per descrivere i motivi della loro decisione. In particolare dovranno preoccuparsi se comparirà una definizione non rassicurante dei rischi di inflazione futura. Per provare ad anticipare l’esito bisognerà seguire soprattutto il mercato del lavoro americano.

Nel complesso, come il lettore capirà, si tratta di un mese molto impegnativo anche per chi cercherà di interpretarne il significato. Ma una cosa dovremo tenere a mente: quello che giugno ci dirà dell’andamento dei mercati finanziari, dovremo tenerlo a mente e farlo valere molto più a lungo.

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