GIRO DI VITE UE CONTRO IL LAVORO NERO

16 Maggio 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Bruxelles, 16 mag – Multe, rimborso di salari arretrati, tasse e contributi di sicurezza sociale, perdita di sovvenzioni (anche di finanziamenti Ue) fino a cinque anni e esclusione da appalti pubblici. E’ quanto prevede la proposta di direttiva adottata oggi dalla Commissione europea per il contrasto al lavoro nero di immigrati irregolari. E nei casi peggiori di reiterazione del reato o sfruttamento, sono previste sanzioni penali. “Uno dei fattori che incoraggiano l’immigrazione illegale nell’Unione europea – si legge in una nota della Commissione – è la possibilità di trovare lavoro in nero”. Il provvedimento adottato mira a ridurre questo fattore di richiamo colpendo specificamente l’offerta di lavoro ai cittadini di paesi terzi che soggiornano illegalmente nell’Ue. Dei 27 Stati membri dell’Unione europea, almeno 26 hanno già introdotto adeguate sanzioni e misure preventive, e 19 anche sanzioni penali. La proposta intende armonizzare le sanzioni e renderne effettiva l’applicazione. Dato l’alto numero di subappalti in certi settori interessati come l’edilizia, tutte le imprese di una catena di subappalto saranno considerate solidalmente responsabili del pagamento delle sanzioni finanziarie imposte a un subappaltatore che, alla fine della catena, impiega immigrati irregolari. Agli Stati membri si chiede anche di rilasciare permessi di soggiorno per un periodo limitato – in funzione della durata dei procedimenti nazionali – ai cittadini di paesi terzi che siano stati vittime di particolare sfruttamento e che cooperino ad azioni penali contro i datori di lavoro.