Giovani italiani: se ne stanno andando tutti

6 Ottobre 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – Se ne stanno andando tutti: un numero sempre più alto di italiani, tra cui le menti più brillanti e i più giovani del nostro paese – di fatto le persone che dovrebbero contribuire alla ripresa dell’Italia – ha fatto le valigie l’anno scorso in cerca di migliore fortuna. Gli iscritti all’Anagrafe dei residenti all’estero sono cresciuti del 6,2% su base annuale. E la percentuale non tiene conto di quelli che non si sono registrati.

In Italia l’età pensionabile aumenta mentre la disoccupazione giovanile sale (40%). I lavori anche qualificati non hanno salari comparabili con quelli che sono in grado di offrire le vicine Germania o Svizzera. “Vai all’estero” è il consiglio che si sentono dire spesso i giovani che non vedono un futuro professionale o accademico roseo in Italia.

Secondo l’ultimo rapporto della Fondazione Migrantes e stando agli ultimi dati dell’Aire, l’anagrafe dei residenti all’estero, è in crescita il numero dei cervelli in fuga. In totale ammontano a 107.529 i connazionali espatriati nel 2015. Rispetto all’anno precedente a iscriversi all’Aire sono state altre 6.232 persone, per un incremento del 6,2%.

I cittadini di nazionalità italiana più propensi ad andarsene sono i giovani, quelli di età compresa tra i 18 e i 34 anni (39.410, pari al 36,7% del totale). La meta preferita è stata la Germania (16.568), seguita da Regno Unito, Svizzera e Francia. In Italia la Lombardia (20.088) e il Veneto (10.374) sono le principali regioni di emigrazione.

Dal rapporto “Italiani nel mondo 2016”, presentato a Roma, emerge che l’anno scorso le iscrizioni all’Aire hanno raggiunto nel complesso quota 189.699. Più della metà, 107.529, cita ragioni di espatrio. Il 69,2% di chi ha lasciato l’Italia (quasi 75 mila persone) lo ha fatto per installarsi in Europa. Come destinazione l’America del Sud è meno popolare, tanto è vero che le partenze per quell’area sono calate (-14,9% in un anno). Sostanzialmente invariate invece quelle per l’America Centrale e del Nord; 352 connazionali hanno scelto le altre aree continentali.

La fascia dei 18-34 anni, quella dei cosiddetti Millennials, nati a cavallo del nuovo millennio, è la più rappresentativa (36,7%). Segue la fascia dei 35-49enni (25,8%), mentre il 6,2% ha più di 65 anni (di questi 637 hanno più di 85 anni e 1.999 sono tra i 75 e gli 84 anni). L’unica categoria anagrafica a non avere registrato un aumento delle partenze rispetto al 2014 è stata quella degli over 65.

I giovani – dice il rapporto – “hanno una mobilità in itinere“, che “può modificarsi continuamente perché non si basa su un progetto migratorio già determinato ma su continue e sempre nuove opportunità incontrate”.

“Pur restando indiscutibilmente primaria l’origine meridionale dei flussi si sta progressivamente assistendo a un abbassamento dei valori percentuali del Sud a favore di quelli del Nord del Paese”. La Lombardia, con 20.088 partenze, è la prima regione in valore assoluto per partenze, seguita dal Veneto (10.374). La Sicilia (9.823) scende alla terza posizione (era seconda nel 2014), mentre al quarto troviamo il Lazio (8.436), al quinto si piazza il Piemonte (8.199), mentre al sesto c’è l’Emilia Romagna (7.644).