Gilet gialli: Macron non riesce a sedare proteste, attaccato palazzo ministeriale

7 Gennaio 2019, di Alessandra Caparello

La prima manifestazione dell’anno dei Gilet Gialli in Francia è stata caratterizzata da un alto livello di violenza. Quello che è iniziato due mesi fa come una protesta contro le tasse sui carburanti si è trasformato in un attacco più generale al governo francese di Emmanuel Macron.

Sabato nuovi scontri hanno sconvolto Parigi con due grandi cortei che poi si sono riuniti attaccando il palazzo dove ha sede l’ufficio del portavoce del governo Benjamin Griveaux, evacuato dalla gendarmeria con alcuni suoi collaboratori. Negli Champs-Élysées, chiusi per ore al traffico, i manifestanti hanno lanciato sassi alla polizia e gli ufficiali hanno usato un cannone ad acqua per disperdere la folla. Scooters e un’auto sono stati bruciati lungo uno dei simboli della ricchezza della capitale, il Boulevard Saint-Germain. A partecipare alle manifestazioni di sabato circa 50.000 persone contro i 29.000 dello scorso fine settimana, numeri diminuiti drasticamente dalle prime settimane di protesta, ma rappresentano ancora una significativa partecipazione nazionale, soprattutto perché la maggioranza dei francesi continua a sostenere il movimento, nonostante ripetuti episodi di violenza. Momenti di tensione anche in altre città come Lione e Montpellier. Il movimento dei gilet gialli, anche se non ha i numeri delle prime giornate, non sembra spegnersi. Anzi il fermo di mercoledì di Eric Drouet, uno dei leader del movimento, per una manifestazione non autorizzata, ha riacceso la rabbia. Su Twitter il presidente Emmanuel Macron ha reagito bruscamente.

“Ancora una volta, la repubblica è stata attaccata con estrema violenza – i suoi guardiani, i suoi rappresentanti, i suoi simboli”,