Gilead ha comunicato i risultati completi a 24 settimane dello studio di fase II per il regime

7 Marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

Gilead Sciences, Inc. (Nasdaq: GILD) ha comunicato in data odierna i risultati dettagliati a 24 settimane di uno studio di fase II (Studio 102) inteso a valutare l’efficacia di un regime monocompressa a somministrazione monogiornaliera contenente tenofovir alafenamide (TAF) per il trattamento dell’infezione da HIV-1. Un regime contenente TAF 10 mg/elvitegravir 150 mg/cobicistat 150 mg/emtricitabina 200 mg è risultato essere simile a Stribild® (elvitegravir 150 mg/cobicistat 150 mg/emtricitabina 200 mg/tenofovir disoproxil fumarate 300 mg) sulla base della percentuale di pazienti con un livello di HIV RNA inferiore a 50 copie/ml dopo 24 settimane di trattamento. I risultati sono stati presentati quest’oggi durante una sessione late-breaker (Abstract n. 99LB) in occasione della 20a Conferenza sui retrovirus e sulle infezioni opportunistiche (Conference on Retroviruses and Opportunistic Infections, CROI 2013) tenutasi ad Atlanta. “Considerato che l’infezione da HIV è ormai diventata una patologia a decorso cronico che può essere gestita con l’adozione di una terapia lungo tutto l’arco di vita, resta la necessità di nuove opzioni terapeutiche che siano ben tollerate,” ha dichiarato il dr. Andrew Zolopa, professore di malattie infettive presso la Stanford University School of Medicine e investigatore dello Studio 102. “Nel presente studio, un regime monocompressa contenente TAF ha conseguito una soppressione virale paragonabile a quella ottenuta con Stribild, dimostrando allo stesso tempo un miglioramento degli indicatori di sicurezza a livello renale e osseo.” Nello Studio 102, pazienti adulti naïve al trattamento positivi all’HIV sono stati randomizzati (2:1) per ricevere il regime sperimentale contenente TAF oppure Stribild. Dopo 24 settimane, l’87% (n=97/112) dei pazienti che assumevano TAF e il 90% (n=52/58) dei pazienti trattati con Stribild hanno raggiunto un livello di HIV RNA (carica virale) inferiore a 50 copie/ml, in base all’algoritmo istantaneo della FDA (intervallo di confidenza al 95% per la differenza: da -15,7% a 5,9% per TAF vs. Stribild; p=0.36). Non ci sono state differenze statisticamente significative nella frequenza e nella natura di anomalie da laboratorio di grado 3-4 e la frequenza e la natura degli eventi avversi sono state simili in entrambi i bracci. Entrambi i regimi sono stati generalmente ben tollerati. “Siamo soddisfatti dei dati positivi della Fase II, che crediamo dimostrino che regimi monocompressa basati su TAF abbiano il potenziale per svolgere un ruolo importante nel trattamento dell’infezione da HIV,” ha dichiarato il dr. Norbert W. Bischofberger, vicepresidente esecutivo della divisione Ricerca e Sviluppo, nonché direttore scientifico di Gilead Sciences. “La procedura di arruolamento per il nostro programma di fase III con TAF è già stata avviata e siamo ansiosi di condividere i risultati iniziali del primo studio clinico pivotale nel 2014.” Nel gennaio 2013, Gilead ha annunciato l’avvio di due studi clinici di fase III, gli studi 104 e 111, nei quali vengono esaminati TAF/elvitegravir/cobicistat/emtricitabina a confronto con Stribild in pazienti affetti da HIV mai sottoposti a trattamento. Nell’ottobre 2012 sono stati resi noti i risultati più significativi dello studio 102. Informazioni sullo Studio 102 Lo Studio 102 è una sperimentazione clinica randomizzata, in doppio cieco, della durata di 48 settimane intesa a valutare l’efficacia e la sicurezza di un regime monocompressa a somministrazione monogiornaliera contenente TAF 10 mg/elvitegravir 150 mg/cobicistat 150 mg/emtricitabina 200 mg (n=112) rispetto a Stribild (elvitegravir 150 mg/cobicistat 150 mg/emtricitabina 200 mg/tenofovir disoproxil fumarate 300 mg) (n=58) in pazienti adulti con infezione da HIV-1 naïve al trattamento con un livello di HIV RNA pari o superiore a 5.000 copie/ml e una conta dei linfociti CD4 superiore a 50 cellule/mm3. La densità minerale ossea è stata rilevata in tutti i pazienti tramite scansioni DEXA all’inizio dello studio e dopo 24 settimane. L’endpoint primario dello studio è costituito dalla percentuale di pazienti che raggiungono un livello di HIV RNA inferiore a 50 copie/ml dopo 24 settimane, in base all’algoritmo istantaneo della FDA. Gli endpoint secondari includono la quota di pazienti che raggiunge una carica virale inferiore a 50 copie/ml dopo 48 settimane di terapia e la variazione dell’RNA dell’HIV-1 e della conta dei linfociti CD4 rispetto al basale dopo 24 e 48 settimane. Al basale, i pazienti che ricevono il regime a base di TAF hanno un livello medio di HIV RNA pari a 4,55 log10 copie/ml e una conta media dei linfociti CD4 pari a 385 cellule/mm3. I pazienti che ricevono Stribild hanno un livello medio di HIV RNA pari a 4,58 log10 copie/ml e una conta media dei linfociti CD4 pari a 397 cellule/mm3. Dopo 24 settimane, l’aumento medio della conta dei linfociti CD4 rispetto al basale è stato di 163 cellule/mm3 nel braccio TAF e di 177 cellule/mm3 nel braccio Stribild (p=0,76). In linea generale, entrambi i regimi sono stati ben tollerati e le interruzioni dovute ad eventi avversi nei due bracci di trattamento sono state simili (3,6% per TAF e 0% per Stribild). La frequenza degli eventi avversi, il 90% dei quali di grado 1-2, è stata simile in entrambi i bracci di trattamento. Gli eventi avversi più comuni accusati da almeno il 5% dei pazienti TAF sono stati nausea (18% per TAF e 12% per Stribild), diarrea (12% in entrambi i bracci dello studio), spossatezza (12% per TAF e 9% per Stribild), cefalea (10% in entrambi i bracci), infezione della alte vie respiratorie (7% per TAF e 12% per Stribild) e flatulenza (5% per TAF e 3% per Stribild). In nessuno dei due bracci si sono verificati eventi avversi gravi correlati al trattamento. Si è osservata un’incidenza altrettanto bassa di anomalie di laboratorio (gradi 3-4) in entrambi i bracci di trattamento dello studio. Le anomalie di laboratorio di grado 3-4 osservate in almeno il 5% dei pazienti nei due bracci di trattamento sono LDL (lipoproteine a bassa densità o colesterolo “cattivo”), neutropenia e creatinfosfochinasi elevata. In entrambi i bracci di trattamento non è stato segnalato nessun caso di tubulopatia renale prossimale e nessuna interruzione dovuta ad eventi renali. Le deviazioni medie dal basale del colesterolo totale, dell’HDL (lipoproteine ad alta densità o colesterolo “buono”) e dell’LDL dopo 24 settimane sono risultate rispettivamente di +31, +6 e +17 mg/dl per il braccio TAF e di +15, +2 e +4 mg/dl per il braccio Stribild (colesterolo totale, p<0,001; HDL, p=0,007; LDL, p=0,001). La deviazione media nel rapporto colesterolo totale/HDL dopo 24 settimane è stata di 0,1 in entrambi i bracci (p=0,47). La variazione media dei trigliceridi è stata di +24 mg/dl per il regime TAF e di +21 mg/dl per Stribild (p=0,48). Inoltre, dopo 24 settimane di trattamento ci sono state differenze numeriche nelle anomalie di laboratorio a carico dei reni a favore del regime basato su TAF. La deviazione media della creatinina sierica dal basale alla settimana 24 è stata di 0,07 mg/dl per il regime TAF rispetto a 0,12 mg/dl per Stribild (p=0,02). La variazione media della velocità di filtrazione glomerulare stimata (eGFR) dal basale alla settimana 24 è stata di -4,9 ml/min per il braccio TAF e di -11,8 ml/min per il braccio Stribild (p=0,04). La riduzione percentuale media della densità minerale ossea dal basale alla settimana 24 per il regime TAF rispetto a Stribild è stata di -0,8 vs. -2,5 (p=0,002) per la colonna lombare e di -0,3 vs. -2,0 (p<0,001) per l'anca. Lo studio è in corso. Dopo la settimana 48, i pazienti continueranno ad assumere il farmaco sperimentale in cieco loro assegnato sino alla rivelazione delle terapie assegnate, quindi sarà offerta loro la possibilità di partecipare a uno studio di estensione in aperto e assumere il regime monocompressa a base di TAF. Informazioni aggiuntive sullo studio sono disponibili sul sito www.clinicaltrials.gov. Informazioni sul tenofovir alafenamide Il tenofovir alafenamide (TAF) è un inibitore nucleotidico della trascrittasi inversa (NtRTI). Si tratta di un nuovo profarmaco di tenofovir. In alcuni studi dose-ranging di fase 1b è stato identificato un dosaggio di TAF dieci volte inferiore a quello di Viread con un’efficacia antivirale superiore. Il dosaggio ridotto in termini di milligrammi di TAF potrebbe permettere lo sviluppo di nuove terapie combinate a dosaggio fisso e regimi monocompressa per il trattamento dell’infezione da HIV che non sono possibili con Viread. Informazioni sull'Elvitegravir L'elvitegravir appartiene alla classe degli inibitori dell'integrasi dei composti antiretrovirali. Gli inibitori dell'integrasi interferiscono con la replicazione dell'HIV bloccando la capacità di integrazione del virus nel materiale genetico delle cellule umane. L'elvitegravir è stato concesso in licenza a Gilead da Japan Tobacco Inc. (JT) nel marzo del 2005. Ai sensi dell'accordo tra Gilead e JT, Gilead detiene i diritti esclusivi per lo sviluppo e la commercializzazione dell'elvitegravir su scala globale, ad esclusione del Giappone, dove tali diritti rimangono prerogativa di JT. Gilead ha depositato una domanda di approvazione di nuovo farmaco (New Drug Application, NDA) per l'elvitegravir in qualità di in agente a sé stante in data 27 giugno 2012 presso la Food and Drug Administration statunitense (FDA), che ha fissato al 27 aprile 2013 la data per la revisione della medesima ai sensi della legge statunitense Prescription Drug User Fee Act (PDUFA). Informazioni sul cobicistat Il cobicistat è un potente inibitore brevettato da Gilead basato sul meccanismo del citocromo P450 3A (CYP3A), un enzima in grado di metabolizzare i farmaci nell'organismo. Diversamente dal ritonavir, il cobicistat funge soltanto da agente potenziatore dell'azione farmacologica e non svolge alcuna attività antivirale. Gilead ha presentato alla FDA una domanda di approvazione di nuovo farmaco (NDA) per il cobicistat in data 28 giugno 2012 ed è stata fissata al 28 aprile 2013 la data per la revisione ai sensi della PDUFA. TAF/elvitegravir/cobicistat/emtricitabina e elvitegravir e cobicistat come agenti a sé stanti, sono prodotti sperimentali, la cui sicurezza ed efficacia non sono ancora state determinate. Importanti informazioni sulla sicurezza del prodotto e indicazioni riguardo a Stribild Stribild contiene quattro composti di Gilead in un regime completo monocompressa monogiornaliero: elvitegravir 150 mg, cobicistat 150 mg, emtricitabina 200 mg e tenofovir disoproxil fumarato 300 mg. Stribild è indicato per l'uso come regime completo per il trattamento dell'infezione da HIV-1 nei pazienti adulti naïve a terapie con antiretrovirali. Stribild non cura l'infezione da HIV-1. AVVERTENZE MASSIME: ACIDOSI LATTICA/EPATOMEGALIA GRAVE ACCOMPAGNATA DA STEATOSI ed ESACERBAZIONE ACUTA POST-TRATTAMENTO DELL'EPATITE B Sono stati segnalati casi di acidosi lattica e grave epatomegalia con steatosi, compresi casi letali, associati all'assunzione di analoghi nucleosidici, tra cui il tenofovir disoproxil fumarato ("tenofovir DF"), un componente di Stribild, in combinazione con altri agenti antiretrovirali. Stribild non è stato approvato per il trattamento dell'infezione da virus dell'epatite B cronica (HBV) e la sua sicurezza ed efficacia non sono state stabilite nei pazienti con coinfezione da HBV e HIV-1. Gravi esacerbazioni acute di epatite B sono state segnalate in pazienti coinfettati con HIV-1 e HBV che hanno interrotto l'assunzione di Emtriva o Viread, che sono componenti di Stribild. La funzionalità epatica deve essere monitorata attentamente con follow-up sia a livello clinico che di esami di laboratorio per diversi mesi come minimo nei pazienti con coinfezione da HBV e HIV-1 che interrompono l'assunzione di Stribild. Laddove opportuno, potrebbe essere necessario avviare una terapia anti-epatite B. Controindicazioni Interazioni di farmaci: Non somministrare in concomitanza con farmaci la cui clearance sia altamente dipendente dal CYP3A e per i quali elevate concentrazioni plasmatiche siano associate a eventi avversi gravi e/o potenzialmente letali per il paziente. Non somministrare in concomitanza con farmaci che inducono fortemente il CYP3A in quanto ciò potrebbe causare una diminuzione della risposta virologica e una potenziale resistenza a Stribild. È controindicata la somministrazione in concomitanza con i seguenti farmaci: alfuzosina, rifampina, diidroergotamina, ergotamina, metilergonovina, cisapride, lovastatina, simvastatina, pimozide, sildenafil per l'ipertensione arteriosa polmonare, triazolam, midazolam per via orale e iperico. Avvertenze e precauzioni Insorgenza o peggioramento di danni renali: Sono stati segnalati dei casi di insufficienza renale acuta e sindrome di Fanconi associati all'assunzione di tenofovir DF e Stribild. Monitorare la clearance della creatinina (CrCl) stimata, la glicosuria e la proteinuria in tutti i pazienti prima dell'avvio e durante la terapia; monitorare inoltre il fosforo sierico nei pazienti a rischio di o affetti da insufficienza renale. Il cobicistat può determinare un modico aumento della creatinina sierica e un modesto calo della CrCl senza intaccare il filtrato glomerulare renale; i pazienti con un aumento della creatinina sierica superiore a 0,4 mg/dl rispetto al valore basale vanno sottoposti a un attento monitoraggio per accertare la sicurezza renale. Non avviare la terapia a base di Stribild in pazienti con una CrCl inferiore a 70 ml/min. Interrompere l'uso di Stribild qualora la CrCl dovesse scendere al di sotto di 50 ml/min. Evitare la somministrazione in concomitanza o dopo l'assunzione recente di un agente nefrotossico. Somministrazione concomitante con altri prodotti antiretrovirali: Stribild non va somministrato in concomitanza a prodotti contenenti uno degli stessi principi attivi, prodotti contenenti lamivudina adefovir dipivoxil o prodotti contenenti ritonavir. In pazienti trattati con tenofovir DF si sono osservati una riduzione della densità minerale ossea (bone mineral density, BMD) e casi di osteomalacia. Il monitoraggio della BMD va considerato per i pazienti con anamnesi di fratture patologiche o rischio di osteopenia. In pazienti sottoposti a terapie antiretrovirali si sono osservati accumulo e ridistribuzione del grasso corporeo. Sono stati segnalati casi di sindrome da immuno-ricostituzione, compresa la comparsa di disturbi autoimmuni con tempi di insorgenza variabili. Reazioni avverse Le reazioni avverse più comuni associate al farmaco riscontrate durante gli studi clinici (incidenza pari o superiore al 5%, tutti i gradi) sono: nausea, diarrea, sogni anomali, cefalea e affaticamento. Interazioni farmacologiche Substrati del CYP3A: Stribild può alterare la concentrazione dei farmaci metabolizzati dal CYP3A o dal CYP2D6. Non somministrare in concomitanza con farmaci la cui clearance sia altamente dipendente da tali fattori e per i quali elevate concentrazioni plasmatiche siano associate a eventi avversi gravi e/o potenzialmente letali per il paziente. Induttori del CYP3A: I farmaci che inducono il CYP3A possono determinare una riduzione delle concentrazioni dei componenti di Stribild. Non somministrare in concomitanza con farmaci che inducono fortemente il CYP3A in quanto ciò potrebbe causare una perdita della risposta virologica e una potenziale resistenza a Stribild. Antacidi: Far trascorrere un intervallo minimo di 2 ore tra la somministrazione di Stribild e di antiacidi. Informazioni relative alla prescrizione: Consultare per esteso le informazioni relative alla prescrizione di Stribild, compresi eventuali commenti clinici, per ulteriori informazioni su interazioni farmacologiche potenzialmente significative. Posologia e somministrazione Posologia per adulti: Una compressa per via orale una volta al giorno a stomaco pieno. Insufficienza renale: non avviare la terapia in pazienti con una CrCl inferiore a 70 ml/min. Interrompere la terapia in pazienti con una CrCl inferiore a 50 ml/min. Insufficienza epatica: Uso non raccomandato in pazienti con insufficienza epatica grave. Gravidanza e allattamento Gravidanza di categoria B: non sono stati condotti studi adeguati e ben controllati sulle donne in gravidanza. Somministrare durante la gravidanza solo se i potenziali benefici giustificano i rischi. È stato istituito un registro per le terapie antiretrovirali durante la gravidanza. Allattamento: tracce di emtricitabina e tenofovir sono state rilevate nel latte materno. In considerazione del rischio di trasmissione dell'HIV e del rischio di gravi reazioni avverse nei lattanti è opportuno chiedere alle madri di astenersi dall'allattare. Informazioni su Gilead Sciences Gilead Sciences è un’azienda biofarmaceutica impegnata nella scoperta, nello sviluppo e nella commercializzazione di terapie innovative nei settori della medicina che presentano problemi ancora irrisolti. La missione dell’azienda consiste nel promuovere l’avanzamento delle cure dei pazienti affetti da malattie potenzialmente letali in tutto il mondo. Gilead, la cui sede generale è ubicata a Foster City, California, opera nell’America del Nord, in Europa e nella regione Asia-Pacifico. Dichiarazioni rilasciate a titolo di previsione Il presente comunicato stampa contiene dichiarazioni rilasciate a titolo di previsione secondo il significato attribuito a tale espressione dalla legge statunitense Private Securities Litigation Reform Act del 1995, soggette a rischi, incertezze e altri fattori, tra cui rischi connessi alla possibilità di risultati sfavorevoli di altre sperimentazioni cliniche sul regime monocompressa di TAF, inclusi studi di fase III. Inoltre, Gilead potrebbe non essere in grado di arruolare pazienti negli studi di fase III o ottenere i risultati degli studi clinici nei tempi attualmente previsti e potrebbe essere costretta a modificare o ritardare gli studi o a condurre ulteriori studi clinici. Gilead potrebbe inoltre decidere per ragioni strategiche di interrompere lo sviluppo del regime monocompressa con TAF qualora, per esempio, dovesse ritenerne difficoltosa la commercializzazione rispetto ad altre opportunità offerte dal proprio portafoglio aziendale. Gilead potrebbe inoltre non ottenere l'approvazione delle autorità normative per elvitegravir e/o cobicistat come agenti a sé stanti o in combinazione con altri prodotti. Laddove fosse concessa l’approvazione alla commercializzazione per qualcuno di questi prodotti, potrebbero esserci limitazioni considerevoli per quanto concerne il loro utilizzo. Ne consegue che tali prodotti candidati, sia come agenti singoli sia come parte di regimi monocompressa, potrebbero non essere mai commercializzati. I risultati effettivi potrebbero discostarsi in maniera sostanziale da quelli riportati nelle dichiarazioni di previsione in considerazione di tali rischi, incertezze e altri fattori. Si invitano i lettori a non fare affidamento eccessivo sulle presenti dichiarazioni di previsione. I suddetti e altri rischi sono descritti in termini particolareggiati nella relazione annuale di Gilead contenuta nel Modulo 10-K riferita all'anno conclusosi il 31 dicembre 2012, depositata presso l’ente statunitense Securities and Exchange Commission. Tutte le dichiarazioni di previsione sono basate sulle informazioni attualmente a disposizione di Gilead, la quale non si assume alcun obbligo riguardo all’aggiornamento di tali dichiarazioni. Informazioni esaustive sulla prescrizione di Stribild e Viread negli Stati Uniti sono reperibili all'indirizzo www.gilead.com. Stribild e Viread sono marchi depositati di Gilead Sciences, Inc. Per maggiori informazioni su Gilead Sciences, consultare il sito web dell’azienda www.gilead.com, seguire Gilead su Twitter (@GileadSciences) o chiamare l’ufficio Relazioni Pubbliche di Gilead ai numeri 1-800-GILEAD-5 o 1-650-574-3000. Il testo originale del presente annuncio, redatto nella lingua di partenza, è la versione ufficiale che fa fede. Le traduzioni sono offerte unicamente per comodità del lettore e devono rinviare al testo in lingua originale, che è l'unico giuridicamente valido. Gilead Sciences, Inc.Patrick O’Brien, 650-522-1936 (Investitori)Erin Rau, 650-522-5635 (Media)