Giappone: Seiko perde il controllo del tempo

20 Novembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

Il controllo della celebre industria orologiaia giapponese Seiko non è più da ieri nelle mani della famiglia Hattori, che la fonda nel lontano 1881. Il colpo di scena avviene durante un consiglio di amministrazione della Seiko Instruments, quando il presidente Junichi Hattori si trova in minoranza e deve dimettersi. Al suo posto viene eletto un altro membro del consiglio di amministrazione, Masafumi Shimbo. La parola Seiko significa in giapponese successo. Nelle sue varie divisioni il gruppo industriale meccanico ed elettronico impiega circa 6.700 persone.
Fondatore dell’industria è, alla fine dell’ottocento, Kintaro Hattori, proprietario di un’orologeria a Tokyo nel centralissimo quartiere di Ginza. Sulla scia dell’ammodernamento in tempi forzati di tutto il Paese, l’impresa diviene poi una delle maggiori di tutto l’Estremo oriente per la meccanica di precisione. Nel 1969 è la Seiko la prima società al mondo a commercializzare un orologio al quarzo, che costa all’epoca quanto un’autovettura utilitaria, ma in seguito si trova messa alle corde dall’innovativa reazione svizzera della Swatch con gli orologi usa e getta a basso costo.
Con lo sviluppo dell’elettronica il gruppo nipponico si suddivide in tre industrie, specializzate rispettivamente nell’orologeria, nella strumentazione e, con il nome Epson, nell’informatica. Tuttora la divisione orologiaia è una delle maggiori al mondo ed è nota per continuare a produrre in proprio tutte le parti dei suoi movimenti, compresi i lubrificanti.