Giappone, scoperta quantità “semi infinita” di terre rare

17 Aprile 2018, di Livia Liberatore

Una scoperta potrebbe assicurare il rifornimento per centinaia di anni delle “terre rare”, gli elementi utilizzati per fabbricare i telefoni e anche le auto elettriche. Gli scienziati di un gruppo di ricerca composto da rappresentanti di università, imprese e istituzioni governative hanno trovato questi metalli necessari per costruire prodotti high-tech nelle acque giapponesi intorno all’isola di Minamitorishima.

Sul fondo del mare, hanno scoperto che il fango era ricco di “alcuni degli elementi più importanti nella società moderna”. Gli studiosi hanno in seguito isolato un’area di 2.500 chilometri quadrati dell’isola del sud del Giappone, che potrebbe contenere 16 milioni di tonnellate di questi preziosi elementi. In uno studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports, i ricercatori hanno suggerito che la loro scoperta “ha il potenziale per fornire questi metalli su una base semi-infinita al mondo”.

Prendendo il disprosio, un elemento utilizzato per produrre componenti nei reattori nucleari, come esempio, gli autori dello studio hanno suggerito che il volume trovato potrebbe durare per 730 anni. Ad oggi è la Cina a fornire il mondo di terre rare. La scoperta potrebbe rivelarsi vantaggiosa per il Giappone, che ha dovuto affrontare gravi carenze di approvvigionamento in passato, quando la Cina ha limitato le esportazioni dei metalli.

Gli sforzi verso l‘estrazione in alto mare finora sono stati limitati dalla mancanza di capacità tecniche ma di recente la tecnologia ha raggiunto una fase in cui estrarre questi materiali è un’opzione commerciale praticabile. Alcuni gruppi ambientalisti hanno affermato che le operazioni minerarie potrebbero però causare danni gravi agli ecosistemi marini.