Giappone: nel 2011 primo deficit commerciale dal 1980

25 Gennaio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Tokyo – Con un calo delle esportazioni del 2,7%, e un aumento delle importazioni del 12%, per la prima volta dal 1980 il Giappone torna a registrare un deficit della bilancia commerciale, di circa $32 miliardi nel corso del 2011.

Ci si inizia a domandare dunque sulla capacità del paese, senza ricorrere a fondi esteri, di utilizzare la macchina esportativa per finanziare l’ingente debito pubblico, il più alto al mondo, che raggiunge circa il 200% del Pil (Prodotto Interno Lordo).

Il 2011, bisogna specificare, è stato un anno particolarmente difficile per l’economia del Sol Levante. Esportazioni colpite, oltre che dal rallentamento economico globale e dalla crisi in Europa, dalla forza dello yen, che è arrivato a toccare anche i massimi dal dopo-guerra (valori che hanno spinto la Bank of Japan ad intervenire più di una volta nel valutario).

Poi ci sono state anche le conseguenze del terremoto e dello tsunami dello scorso marzo, che hanno portato a un maggiore costo delle importazioni energia e causato ingenti danni all’attività produttiva del paese.

Il governatore della Bank of Japan, Masaaki Shirakawa, ha detto di essere convinto che il deficit commerciale non sarà una costante e non si attende un conto delle partite correnti in rosso, almeno non nel breve termine.