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GIALLO TEMEX, TERZO MERCATO SPARITO DAI RADAR

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(WSI) – CHI L’HA VISTO? Il Temex, chi l’ha visto? dal 10 aprile il sistema di scambi organizzati Terzo Mercato Exchange è sparito dai radar. Dopo la richiesta della Consob di adeguare le misure di tutela del pubblico risparmio rendendo più efficienti e trasparenti i meccanismi di scambio, tutto è fermo «in attesa di aggiornamenti del software».

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L’ultimo annuncio che appare sul sito (www.temex.it) porta la data del 31 maggio: «Si informano gli utenti che i lavori sulla piattaforma non sono ancora terminati. Si prevede comunque la riapertura del mercato entro la settimana prossima. Ci scusiamo per il disagio». Peccato che un annuncio analogo fosse apparso sullo stesso sito il 15 maggio con le prime scuse «per il protrarsi dell’attesa che prevediamo durerà ancora sette giorni. Provvederemo entro la settimana a comunicare sul sito la data precisa di riapertura del Mercato». Di settimana in settimana sono passati due mesi dallo stop (e inizialmente si era stimato in 20 giorni il tempo necessario alla ripartenza): il circuito del Temex è ancora in tilt.

Borsa&Finanza ha voluto fare luce sulle ragioni del black-out, scontrandosi con una situazione ai limiti del paradossale. A partire dall’impossibilità, nelle ultime settimane, di contattare telefonicamente l’irrintracciabile amministratore unico della Temex Spa e responsabile del servizio, Elena Manganelli.

Nella sede legale della società, a Milano, il nome Temex non compare neppure sul citofono. Per cercare il gruppo bisogna suonare a Tesi srl dove una segretaria molto gentile ha ribadito la versione ufficiale: «In settimana il sito dovrebbe essere sbloccato». Dovrebbe: il condizionale è eloquente. Anche alla segretaria abbiamo lasciato un messaggio per Manganelli che, però, non si è fatta viva. Sul fronte dei conti, l’ultimo bilancio che B&F è stata in grado di recuperare è quello del 2004 chiuso dalla spa con un utile di 1.375 euro e un patrimonio netto di 101.375 euro. La società ha un capitale sociale di 100mila euro: al 29 giugno del 2005 nel libro soci risultavano solo Elena Manganelli con mille azioni ordinarie e le restanti 99mila in quota a Alain Thierry Fantinelli.

Consob, intanto, continua a monitorare la situazione e sono ancora in corso contatti interlocutori con Temex dopo che la spa si era impegnata ad approntare le modifiche al regolamento introducendo anche ulteriori controlli informatici su eventuali anomalie dei prezzi. Se l’esito di tali interventi non verrà comunicato in tempi ragionevoli è prevedibile che il servizio possa essere definitivamente sospeso. Non è del resto la prima volta che la Commissione bacchetta l’ex Terzo Mercato.

Nel gennaio 2005 l’Authority aveva annunciato che il sistema non disponeva «degli essenziali requisiti di trasparenza e di regolarità di funzionamento». Ma già nel 2002 il garante della Borsa aveva disposto la chiusura degli scambi su un mercato non ufficiale e privo di garanzie per il risparmiatore. Costringendo il Terzo Mercato a trasformarsi in una Sso (sistema di scambio organizzato) che non prevede autorizzazioni preventive da parte della Commissione ma deve comunque osservarne le istruzioni di vigilanza (può dunque essere bloccata se mette a repentaglio i risparmi degli investitori).

Mentre i tecnici di Cardia attendono risposte, anche i 190mila soci delle società trattate sul circuito restano in sospeso. Comprese le sette banche controllate dalla Popolare Emilia Romagna (quotata all’Expandi). Dopo aver condotto un’indagine per comprendere come un investitore può continuare a effettuare le proprie compravendite, questo è stato il risultato: per Banca Popolare del Materano, «purtroppo l’unica risposta è che fintanto che il circuito è sospeso i titoli non si possono negoziare».

Per Banca della Campania invece ci si può tranquillamente rivolgere ai propri sportelli, fare una proposta di prezzo che non si discosti del 20% dall’ultimo valore segnato dal titolo sul Temex, e aspettare di essere contattati non appena è stata trovata una controparte. Banca Popolare di Aprilia fornisce e riceve informazioni in proposito solo se contattata via mail, mentre Banca del Monte Foggia sostiene che gli scambi si possono eseguire solo se il cda della controllante (ossia Banca Popolare Emilia Romagna) decide di porsi come controparte dell’operazione. La sorpresa maggiore viene dalla risposta di altre società contattate: «Il Temex è sospeso? Davvero?».

Per fortuna, o per sfortuna dell’investitore, comunque, alla fine una via di uscita c’è, ed è il «fissato bollato» tra le parti. Ossia si individua in proprio una controparte e ci si reca da un notaio per siglare il contratto. Sempre che valga la pena di sostenere le spese notarili. L’alternativa è aspettare la riapertura del Temex. Se mai ci sarà.
La pagina del sito Internet www.temex.it che riporta le scarne informazioni sull’interruzione del servizio di scambio dei titoli di Terzo Mercato Exchange e l’annuncio (ripetuto più volte e mai rispettato) della riapertura delle contrattazioni «la settimana prossima».

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