Gheddafi, tradito da ex amici voltagabbana ora guerrafondai, minaccia l’Italia (giustamente)

1 Maggio 2011, di Redazione Wall Street Italia

I jet della Nato hanno ucciso in un raid Saif al-Arab, 29 anni, il figlio piu’ giovane di Muammar Gheddafi e tre nipoti del Colonnello. Il leader libico, che si trovava con l’ultimogenito in un edifico di Tripoli, e’ rimasto illeso. Lo riferisce il portavoce del governo di Tripoli.

La guerra ora sarà trasferita in Italia, lo vogliono i libici e io non posso porre un veto. Questo l’annuncio fatto oggi da Gheddafi alla tv di Stato. ‘Tra noi e l’Italia é guerra aperta. Il mio amico Berlusconi ha commesso un crimine autorizzando i bombardamenti italiani. La Farnesina: minacce rinforzano impegno dell’Italia. La Nato condanna la minaccia del rais all’Italia.
Intanto l’Alleanza atlantica risponde alla richiesta del Colonnello di negoziati per porre fine ai raid-Nato: ‘servono fatti, non parole’. Replicano al rais anche i ribelli: il tempo dei compromessi è finito, il regime non è credibile.

GHEDDAFI, GUERRA SARA’ TRASFERITA IN ITALIA – ”La guerra sarà trasferita in Italia. Lo vogliono i libici e io non posso porre veto” : lo ha detto oggi Muammar Gheddafi. Tra noi e l’Italia ora ”e’ guerra aperta”: l’Italia ”ha ucciso i nostri figli nel 1911, all’epoca della colonizzazione, e ora lo fa di nuovo nel 2011”. E’ uno dei passaggi del discorso di stamani del leader libico alla tv di Stato nel quale ha denunciato la decisione del governo Berlusconi di dare il via libera ai raid italiani sulla Libia.

“Mi sono rattristato quando ho sentito oggi i figli del popolo libico nei loro discorsi minacciare di trasferire la guerra in Italia. Hanno detto che orami è una guerra tra noi e l’Italia perché l’Italia ammazza i nostri figli adesso nel 2011 come ha fatto nel 1911. Quindi i libici hanno ragione in quel che dicono e io non posso porre un veto sulle decisione dei libici che vogliono difendere la loro vita e la loro terra e trasferire la battaglia nei territori nemici”. E’ la minaccia di Muammar Gheddafi nel suo discorso di questa mattina alla tv di Stato libica che ha riportato le parole del colonnello anche sul suo sito web.

“Il mio amico Silvio Berlusconi ha commesso un crimine” autorizzando i bombardamenti italiani sulla Libia. E’ l’accusa lanciata da Muammar Gheddafi nel suo discorso di stamani alla tv di Stato libica che ha riportato le parole del colonnello anche sul suo sito web. “Avete commesso un crimine – dice il rais rivolgendosi all’Italia celebrando il 96/o anniversario della battaglia di Gardabiya contro gli italiani -, l’ha commesso il mio amico Berlusconi, l’ha commesso il Parlamento italiano. Ma ci rendiamo conto che non esiste un Parlamento in Italia, né tanto meno la democrazia. Solo l’amico popolo italiano vuole la pace”.

In Libia c’é il tentativo di imporre “un nuovo colonialismo italiano”. E’ uno dei passaggi del discorso del leader libico Muammar Gheddafi di questa mattina alla tv di Stato nel 96/o anniversario della battaglia di Gardabiya, a sud di Sirte, che nel 1915 vide di fronte libici e soldati italiani. “Volevamo parlare oggi del passato odioso con l’Italia ormai messo alle spalle anche con l’avvicinarsi del centenario della ricorrenza dell’invasione italiana alla Libia (nel 1911, ndr). Pensavamo di trattare con una nazione civile, ma con mio rammarico – ha affermato il colonnello – in questa ricorrenza invece di festeggiare la chiusura di questo triste capitolo ci troviamo oggi con un nuovo colonialismo italiano”.

NATO CONDANNA MINACCE GHEDDAFI A ITALIA – Il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen ha stasera condannato “con forza” le minacce contro l’Italia del leader libico Muammar Gheddafi ed ha sottolineato che gli alleati “continueranno a portare avanti la loro missione in attuazione della risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza” delle Nazioni Unite. In un comunicato diffuso in serata, Rasmussen “condanna con forza le dichiarazioni attribuite al colonnello Gheddafi” e respinge “le minacce verso l’Italia o qualsiasi altro alleato”. “Il regime di Gheddafi – continua il segretario generale della Nato – continua a provocare molte sofferenze con i suoi attacchi contro la popolazione libica e questo deve semplicemente cessare”. “La Nato rimane ferma e porterà avanti le sue operazioni fino a quando non sarà stata rimossa la minaccia contro la popolazione civile della Libia”, conclude.

FARNESINA,MINACCE RAIS RAFFORZANO IMPEGNO ITALIA – La Farnesina non commenta ufficialmente le minacce di Muammar Gheddafi indirizzate contro l’Italia ma fonti del ministero, interpellate dall’ANSA, osservano comunque come “tali minacce non facciano altro che consolidare ulteriormente l’impegno e la determinazione dell’Italia nella protezione dei civili libici contro la repressione violenta” attuata dal regime.

APPELLO GHEDDAFI A NATO: NEGOZIAMO PER STOP RAID – Il leader libico Muammar Gheddafi afferma di essere pronto ad un cessate il fuoco, che però coinvolga ogni fronte e non solo le forze libiche impegnate contro i ribelli e ha lanciato stamani un appello alle forze Nato per avviare negoziati che mettano fine i raid aerei sulla Libia.

“Noi non li abbiamo attaccati, né abbiamo oltrepassato i loro confini: perché allora ci stanno attaccando?” ha detto il Colonnello in un’apparizione in diretta tv. “Paesi che ci attaccate, fateci negoziare con voi”, ha chiesto Gheddafi.

“La Libia è pronta già da ora ad un cessate il fuoco, ma che non sia unilaterale. Siamo stati i primi ad accogliere un cessate il fuoco, ma l’attacco dei crociati Nato non si è fermato” ha aggiunto il Colonnello.

NATO A GHEDDAFI, SERVONO FATTI NON PAROLE – “Servono fatti, non parole”: così la Nato risponde alla richiesta di Muammar Gheddafi di avviare negoziati per porre fine ai raid aerei dell’Alleanza. Le operazioni della Nato “proseguiranno – ha dichiarato un alto funzionario dell’Alleanza – fino a quando gli attacchi e le minacce contro i civili non finiranno”.

RIBELLI, FINITO IL TEMPO DEI COMPROMESSI – “Il tempo dei compromessi é finito”: così i ribelli libici poche ore dopo la richiesta di Muammar Gheddafi alla Nato per avviare un negoziato dopo la fine dei raid. “Il regime ha perso tutta la sua credibilità”, ha detto il portavoce del Consiglio transitorio libico (Cnt): “Il tempo dei compromessi è finito, il popolo libico non puòì accettare un futuro in cui il regime di Gheddafi giochi un qualsiasi ruolo”.

TV STATO, BOMBE NATO VICINO LUOGO INTERVISTA GHEDDAFI – Bombe della Nato sono cadute su Tripoli nei pressi degli studi della tv dove stamattina il leader libico Muammar Gheddafi stava rilasciando una dichiarazione. Lo rendo noto la tv di Stato, parlando di un tentativo da parte della coalizione di attentare alla vita del Colonnello.
“Un edificio adiacente alla sede di al-Jamahiriya è stato bombardato mentre Muammar Gheddafi stava tenendo il suo discorso: questo significa che l’obiettivo era lo stesso leader della rivoluzione”, ha affermato l’emittente dopo le dichiarazioni del Colonnello. La ricezione del segnale da al-Jamahiriya è stata più volte disturbata durante il discorso di Gheddafi.