Gestori hedge fund non capiscono più i mercati (e chiudono i battenti)

6 Novembre 2018, di Daniele Chicca

I gestori dei maggiori hedge fund al mondo muovono i fili del mercato. Sono considerati i più intelligenti ed esperti money manager e le loro società sono dotate della flessibilità necessarie per improvvisare e andare a scovare opportunità di guadagno dove tanti altri non osano. Il risultato è quello di ottenere i ritorni da investimento più elevati possibili per i propri clienti.

Ultimamente non è andata affatto così, però: i manager di hedge fund sono completamente spaesati dall’andamento di azionario, bond, e tutti gli altri mercati. Strategie di investimento prima infallibili si stanno rivelando poco redditizie e alcuni fondi hedge hanno riportato risultati anche molto negativi.

È l’esempio di Cerrano Capital LLC. Secondo quanto riferito dal Wall Street Journal  “il fondo da $700 milioni finanziato da alcuni dei maggiori nomi dell’industria” degli hedge fund ha annunciato la chiusura a meno di un anno dalla sua nascita. I risultati iniziali sottotono e la freddezza degli investitori hanno spinto il suo manager ad appendere le scarpe al chiodo.

Anche il colosso di David Einhorn, Greenlight Capital, sta attraversando un periodo da dimenticare con un calo del 25% che si confronta con l’8,5% di guadagni messi a segno nello stesso arco di tempo dall’indice allargato S&P 500, un paniere su cui si può investire tramite un fondo ETF al costo di una commissione relativamente modesta.

Il tracollo dei settori tecnologico e finanziario in ottobre non ha aiutato gli hedge fund, che hanno sbagliato il timing. In precedenza avevano ignorato o shortato i due settori sopravvalutati, mentre quando è arrivata la tempesta (a scoppio ritardato) non hanno saputo approfittarne, perdendo un’occasione per incamerare lauti profitti come invece spesso era successo in passato.

La maggior parte degli hedge fund non punta più sulle strategie di investimento long/short e ha invece cavalcando l’onda dei nomi più caldi del momento, pagando cara la scelta infelice nel momento in cui l’azionario ha alla fine ripiegato e l’universo dei FAANG ha capitolato. Tra le vittime di questi tempi si possono citare:

  • Daniel Loeb e il suo Third Point: -6%, perso $1 miliardo in ottobre;
  • Tiger Global Management: -9,4%
  • Soroban Capital Partners: -9%
  • Glenview Capital Management: -11%
  • Melvin Capital Management: -15%

Nella sola seduta del 24 ottobre, gli hedge fund long/short hanno perso in media l’1,44%. I risultati negativi degli hedge fund sono importanti anche per il resto del mercato in generale e possono essere interpretati come indice delle difficoltà degli investitori a capire il mercato di oggi.