Investimenti: gestori credono nel rimbalzo degli Emergenti

1 Dicembre 2015, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – A novembre l’azionario Usa e britannico sono cresciuti di appeal tra i grandi gestori internazionali, i quali prevedono di intascare profitti scommettendo su una lista prescelta di mercati in via di Sviluppo. Il peso degli asset legati ai mercati emergenti, nonostante la crisi che vive la regione, ha toccato i massimi pluriennali.

Pare che un crescente numero di money manager sia convinto che il settore sia destinato a rimbalzare dopo le difficoltà degli ultimi mesi, iniziate con il crollo di Borsa del Black Monday di agosto e intensificatesi con gli ultimi dati prova di un rallentamento delal seconda potenza economica mondiale, la Cina.

Il campione di 50 money manager e gestori leader dei loro team in Usa, Europa, Regno Unito e Cina è stato interpellato nel periodo che è andato dal 17 al 26 novembre.

In questo periodo sono cambiate molte cose sotto il profilo della politica monetaria: mentre i funzionari della Federal Reserve citavano la forte possibilità di imporre una stretta monetaria in dicembre, la prima dal 2006, Mario Draghi ha reso noto che la Bce è pronta a potenziare il Quantitative Easing al prossimo meeting del 3 dicembre.

Gli investitori rimangono relativamente ottimisti sugli asset che comportano rischi elevati, come i titoli azionari. L’esposizione alle Borse dovrebbe infatti mantenersi su livelli stabili, al 48,2% nei portafogli dei gestori mondiali. I Bond dovrebbero invece avere un aumento della presenza di un punto percentuale pieno al 37,4%. In ottobre, riporta sempre Reuters, la percentuale di cash è stata ridotta al 5,4% dal 6,3%.

Fonte: Reuters