GESTORI
COME CDL E UNIONE:
SPACCATI A META’

11 Maggio 2006, di Redazione Wall Street Italia

*Sara Silano è Caporedattore di Morningstar in Italia. Il contenuto di questo articolo esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – I gestori, interpellati da Morningstar nel sondaggio di maggio tra le principali case di investimento che operano in Italia, non sono concordi sul livello raggiunto dalle valutazioni azionarie, soprattutto in Europa. Per alcuni, le Borse del Vecchio continente non sono più a buon prezzo, per altri restano attraenti, con il risultato di una spaccatura a metà tra i fund manager che prevedono un rialzo e quelli che si attendono una stabilizzazione dei corsi. Il discorso è analogo per gli Stati Uniti, dove poco più di un intervistato su due pronostica un rally di Wall Street nei prossimi sei mesi, a fronte del 35% di neutrali e del 10% di pessimisti.

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Italia quasi come l’Europa

Per il 47% dei gestori, Piazza Affari si apprezzerà nel prossimo semestre, grazie soprattutto ai titoli finanziari ed energetici. Il 41% degli intervistati prevede una stabilizzazione attorno agli attuali livelli, mentre quasi il 12% si attende un calo. In generale, per l’Italia valgono le considerazioni fatte per gli altri mercati europei. Le valutazioni hanno raggiunto livelli più elevati, il premio al rischio si è abbassato e la forza dell’euro può rallentare la crescita dei profitti. D’altro lato, però, la ripresa è ben avviata e i bassi tassi di interesse sostengono i corsi azionari.

Non si spegne l’ottimismo sul Giappone

Il 75% dei gestori è convinto che la Borsa nipponica salirà nei prossimi contro il 20% di intervistati che prevede un’oscillazione attorno agli attuali livelli. Il mercato è supportato dalla crescita economica (il Prodotto interno lordo è aumentato del 5,4% nell’ultimo trimestre 2005) e dall’annuncio della Banca centrale di voler porre fine alla politica monetaria ultra-accomodante. Inoltre, le valutazioni sono ancora attraenti se confrontate con quelle storiche del listino. Nonostante il generale ottimismo, non manca chi, come il team di Anima Sgr, è diventato più prudente sul Sol Levante, pur mantenendolo in sovrappeso nel portafoglio azionario.

Dollaro debole

Nessun gestore si attende un calo dell’euro nei prossimi sei mesi a fronte di un 58% che prevede stabilità attorno agli attuali livelli e di un 42% che è positivo sulla moneta unica. Per il biglietto verde i problemi sono sempre gli stessi, ossia l’elevato squilibrio della bilancia commerciale e l’alto debito pubblico. La divisa americana, inoltre, può risentire negativamente del rialzo dei tassi di interesse da parte della Banca centrale europea (Bce). D’altra parte, una fiammata inflazionistica, dovuta ai prezzi energetici record, e il proseguimento del ciclo economico espansivo oltreoceano potrebbero indurre la Federal Reserve a innalzare nuovamente i tassi, offrendo al dollaro la possibilità di rafforzarsi.

Nel reddito fisso, più pessimismo in Europa

Il 65% dei gestori è convinto che i prezzi delle obbligazioni dell’area euro scenderanno nei prossimi sei mesi. La percentuale è inferiore per il mercato del reddito fisso statunitense, dove il 25% stima una stabilizzazione attorno agli attuali livelli e il 20% ritiene possibile un aumento dei corsi. Il maggior pessimismo sul Vecchio continente è spiegato dalle attese di rialzi dei tassi di interesse da parte della Bce, finalizzati a tenere sotto controllo l’inflazione. Oltreoceano, la fine del ciclo monetario restrittivo potrebbe favorire un recupero dei corsi, almeno nel breve periodo.

Hanno partecipato al sondaggio, condotto tra il 2 e l’8 maggio, 20 delle principali società di diritto italiano ed estero operanti sul territorio, che contano per circa l’80% degli asset gestiti in Italia. Si tratta di Aletti Gestielle, Alpi Fondi, American Express, Anima Sgr, Antonveneta Abn Amro, Banca Profilo, BNL Gestioni, BSI, Caam Sgr, Dekabank, Dws Investments Italy, Euromobiliare Am, Henderson Global Investors, Hsbc, Invesco, Julius Baer, Monte Paschi Am, Nextam Partners, Pioneer Im, Sella Gestioni Sgr.

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