GERONZI, DIMETTITI

2 Agosto 2007, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) –
Non può sfuggire a nessuno il differente peso politico e mediatico che è stato dato a due fatti. Il primo, le intercettazioni di sei parlamentari di cui è stata chiesta l’autorizzazione per l’utilizzo in un procedimento giudiziario da Clementina Forleo, ha avuto prime pagine di giornali e servizi di telegiornali per settimane.

Il secondo, il rinvio a giudizio di Cesare Geronzi per il crack della Parmalat, è stato ignorato dai media nazionali e dai partiti, ma invece ripreso dalle testate finanziarie internazionali.

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Cesare Geronzi, va ricordato, è stato anche condannato in primo grado a un anno e otto mesi per bancarotta preferenziale per Italcase. Cesare Geronzi è attualmente presidente di Capitalia e del consiglio di sorveglianza di Mediobanca. Una posizione di grande potere e responsabilità. Un ruolo dal quale dipendono gli equilibri della finanza italiana. Io non credo che la politica possa fare finta di nulla, e guardare da un’altra parte, e i media minimizzare, come avviene ora per motivi che non conosco, ma che nascondono probabilmente delle contiguità tra il banchiere, alcuni partiti e alcuni editori.

Ce la prendiamo con dei politici la cui eventuale colpevolezza è ancora tutta da dimostrare, per i quali è comunque corretto autorizzare l’uso delle intercettazioni, e ignoriamo un fatto ben più grave.
Cesare Geronzi deve fare un passo indietro in attesa delle sentenze definitive, sia per la reputazione internazionale della finanza italiana, sia per rispetto dell’opinione pubblica.

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