Germania studia le conseguenze di un’uscita della Grecia dall’euro

24 Agosto 2012, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: in area Euro ieri si è registrato un calo dei listini azionari ed un allargamento degli spread, in attesa di nuovi sviluppi sul fronte Grecia. Hanno pesato soprattutto le parole del ministro delle finanze tedesco secondo cui concedere più tempo alla Grecia non sarebbe una soluzione del problema.

Ieri si è tenuto l’incontro tra Merkel e Hollande. La Merkel ha ribadito che è importante che tutti facciano il loro dovere e che incoraggerà la Grecia ad implementare le riforme richieste, in attesa del report della troika. Più decisa la dichiarazione di Hollande che ha affermato di voler trattare con la Grecia, aggiungendo che “noi vogliamo, io voglio che la Grecia resti nell’area”. Nessuna dichiarazione invece al termine della riunione durata venti minuta circa.

Oggi la parola passa al primo ministro greco Samaras che incontrerà la Merkel a Berlino, con una conferenza stampa attesa in giornata.

Secondo Ft Deutschland sarebbe stato istituito un gruppo di lavoro guidato dal vice ministro delle finanze Steffen incaricato di studiare l’impatto economico di un’eventuale uscita della Grecia dall’area. Lo stesso portavoce del ministro delle finanze Schaeuble, secondo il quotidiano, ha dichiarato che il governo deve essere preparato ad ogni possibile scenario anche quello più improbabile.

Secondo El Pais, il governo spagnolo sta preparando un nuovo decreto che darà alla Banca Centrale nuovi poteri per intervenire più velocemente sugli istituti in difficoltà ed al fondo di salvataggio Frob maggiore capacità per gestire eventuali liquidazioni.

Secondo la Reuters che cita tre fonti vicine ai negoziati, le banche spagnole non riceveranno gli aiuti prima della fine di settembre. La stessa fonte riporta che sono in atto negoziati per un aiuto al paese, ma che non si avrà una decisione prima del 12 settembre. Secondo le fonti un’opzione allo studio sarebbe l’acquisto di titoli di stato da parte dell’Efsf sul primario e della Bce sul secondario. Il commissario agli Affari Economici e Monetari Rehn ha però smentito dichiarando che non c’è alcun negoziato con la Spagna su un piano di aiuti diverso da quello del settore bancario né si aspetta una richiesta di questo tipo in tempi brevi.

In un’intervista al quotidiano irlandese Irish Time, Schaeuble ha dichiarato che la Bce non tradisce il proprio mandato acquistando bond di paesi in difficoltà.

Negli Usa listini azionari in calo a fronte di un altrettanto marcato calo dei tassi governativi concentrato sul comparto a lungo termine. L’attenzione degli operatori rimane focalizzata sull’evoluzione in area Euro, mentre all’interno della Fed emergono divergenze di opinioni sulle future manovre.

Bullard, membro non votante, ha dichiarato che il contenuto delle minute dell’incontro di fine luglio può essere considerato datato dal momento che successivamente sono stati pubblicati dati di tenore nettamente migliore. Di conseguenza Bullard ha aggiunto di opporsi ad ipotesi di ulteriori manovre Fed che riterrebbe sì possibili in caso di deterioramento dell’economia ma in forma moderata e graduale, ad esempio con un approccio mese per mese, anziché mediante l’esplicitazione di un piano unico su un orizzonte più lungo.

Sul fronte opposto Evans, anche egli membro non votante, favorevole invece ad ipotesi di azioni aggressive non solo da parte della Fed ma da qualsiasi altra parte del mondo, in modo particolare dalla Cina.

Sul fronte macro sono risultati peggiori delle attese i dati sulle nuove richieste di sussidi a fronte invece di vendite di nuove case che a luglio hanno eguagliato il livello massimo da due anni.

Valute: dopo l’apprezzamento dell’euro vs dollaro di ieri, questa mattina si sta invece assistendo ad un andamento opposto sulla scia dell’apertura in calo delle borse europee. Per oggi la resistenza si colloca presso area 1,26. Possibili movimenti potrebbero verificarsi in procinto dell’incontro tra la Merkel e Samaras. Il supporto si colloca a 1,2475. Lo yen questa notte si è deprezzato leggermente verso dollaro dopo il marcato apprezzamento di ieri; verso euro il cross resta stabile poco al di sotto della resistenza 99,20. Il supporto si colloca oggi presso area 98.

Materie Prime: ieri è proseguita la corsa dei metalli preziosi favoriti dal deprezzamento del dollaro e da attese di nuove misure da parte della Fed. Le due migliori performance all’interno dell’indice GSCI sono infatti state quelle di oro (2%) ed argento (3%). Giornata positiva anche per i metalli industriali quotati al Lme. Tra gli energetici pressoché invariato il Brent (0,1%), mentre hanno chiuso in calo i cereali. Mais (-2,6%) e grano (-2,5%) hanno infatti registrato le peggiori performance giornaliere del GSCI. Infine segnaliamo il calo del benchmark sul metallo ferroso sotto quota 100$/ton, livello minimo dal dicembre 2009 a causa dei timori di calo della domanda cinese.

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