Germania “ossessionata” da Italia: domande irrituali alla Bce

16 Luglio 2018, di Alessandra Caparello

Risale al 13 giugno scorso, subito dopo il rialzo alle stelle dello spread sotto la zavorra dell’incertezza polita, la lettera che il Parlamento tedesco ha scritto alla Vigilanza Bce. Oggetto: le banche italiane.

Nella missiva in particolare il Bundestag  tramite il presidente nonché ex ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble ha chiesto alla Bce innanzitutto i dati sulle esposizioni delle banche italiane ai titoli di Stato. Poi, come scrive oggi MilanoFinanza, ha fatto altre domande irrituali.

“In quale modo gli aumenti nei tassi dei titoli di Stato italiani siano incorporati negli stress test e se gli scenari considerassero un’uscita dall’euro. Addirittura il Parlamento tedesco ha chiesto «il tasso al quale le banche sarebbero dichiarate in dissesto o a rischio di dissesto» e «sarebbero una minaccia per la stabilità finanziaria”.

A rispondere direttamente la presidente della Vigilanza Bce Danièle Nouy la quale ha ricordato che  per determinare se una banca è in dissesto o a rischio ci sono le linee guida Eba. Inoltre la Nouy ha rimarcato che per far scattare la decisione sul fallimento occorre un’analisi complessiva degli elementi oggettivi sia qualitativi che quantitativi, considerando tutte le altre circostanze e informazioni rilevanti sulla banca.

“Dato il numero di fattori da considerare al momento della valutazione, non è possibile determinare ex ante un livello dei rendimenti dei titoli di Stato in cui le banche fallirebbero o rischierebbero di fallire o sarebbero una minaccia per la stabilità finanziaria.

Quanto alle domande sugli stress test, la Nouy ha detto che gli esami considerano “un significativo allargamento degli spread» e si basano su una valutazione dei rischi attuali. E infine ha risposto che l’euro è irrevocabile e non è appropriato che la Bce faccia riflessioni su ipotesi non previste dal Trattato sul funzionamento dell’Ue”.

Una serie di domande che ancora una volta dimostrano l’attenzione che a volte sfocia nell’ossessione da parte della Germania quando si parla di titoli di Stato italiani e banche.