GERMANIA: DA LOCOMOTIVA A ZAVORRA CRESCITA EUROPEA

18 Settembre 2003, di Redazione Wall Street Italia

di Carlo Maria Fenu

Da locomotiva trainante la crescita europea a zavorra che indebolisce le prospettive di ripresa del Vecchio Continente. A una Germania già sotto assedio per i suoi conti pubblici, che nel 2004 violerà per il terzo anno consecutivo i criteri di quel Patto di stabilità che lei stessa aveva fortemente voluto, oggi è toccata la ramanzina ufficiale del Fondo Monetario Internazionale (Fmi).

Nel World economic outlook presentato a Dubai, infatti, l’Fmi ha detto senza giri di parole che la debolezza economica tedesca, in atto ormai da tre anni, acuisce lo sviluppo inferiore alla media dell’intera area euro e minaccia di frenare le prospettive di ripresa complessive di Eurolandia, ribadendo così le forti preoccupazioni espresse riguardo alla stagnazione della prima economia europea nell’Outlook di primavera pubblicato ad aprile.

Non si è trattato certo di un bel viatico per il summit tra il Cancelliere Gerhard Schroder e il presidente francese, Jacques Chirac, svoltosi proprio oggi a Berlino. Ma Schroder, per nulla intimorito dalle domande sull’argomento poste in conferenza stampa, ha colto la palla al balzo per sottolineare come sia ormai imprescindibile privilegiare l’aspetto della crescita a quello della stabilità, nell’ambito dell’interpretazione del Patto.

Il Cancelliere ha ribadito che l’Agenda 2010, il programma di riforme strutturali varato nei mesi scorsi, rappresenta la giusta via per uscire dalla crisi economica, ricordando come anche il direttore generale dell’Fmi, Horst Kohler, abbia manifestato il suo apprezzamento per le iniziative di Berlino. Proprio in quest’ottica, oggi a Berlino Francia e Germania si sono accordate su un piano di rilancio della crescita europea – che si “basa sulla proposta avanzata dalla presidenza italiana dell’Ue” ed è diretta a far sì che questa “sia un successo” – che prevede la realizzazione di dieci grandi progetti nei settori delle telecomunicazioni, del traffico e della ricerca, senza fornire tuttavia indicazioni sul volume complessivo degli investimenti.

Tornando all’Outlook, gli economisti dell’Fmi hanno sottolineato che la ex-locomotiva è particolarmente esposta sia alla debolezza della domanda interna che alle carenze di quella internazionale, anche se l’andamento positivo dell’indice Ifo negli ultimi mesi costituisce un segnale positivo. Nel 2003 il Fondo prevede un’economia tedesca in stagnazione, a fronte di una stima di crescita dello 0,5% rilasciata in primavera. Per il 2004, invece, le previsioni di incremento del pil sono state abbassate dall’1,9% all’1,4%.

In sensibile calo anche il costo della vita, con un’inflazione in picchiata dall’1% di quest’anno allo 0,6% dell’anno prossimo. In proposito, l’Fmi sottolinea di ritenere possibile che in Germania si verifichi una “leggera” deflazione. I progetti di riforme strutturali contenuti nell’Agenda 2010 sono giudicati positivamente dall’Fmi, che tuttavia sottolinea come i margini di manovra sotto il profilo della politica economica restino molto esigui, considerando che il rapporto deficit-pil tedesco toccherà il 3,9% sia quest’anno che nel 2004.