Germania a rischio, piu’ degli Usa

6 Dicembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Il rendimento dei titoli di stato tedeschi a lunga scadenza sta per superare l’equivalente americano: sarebbe la prima volta dal giugno 2009. E questo nonostante il fatto che il rendimento dei Treasury sia stato recentemente spinto all’insu’. Lo scrive Bloomberg secondo cui la differenza tra le due tipologie di titoli a 10 anni si e’ ristretta a 7 punti base (al 29 novembre) contro i 90 di aprile.

Il Bund tedesco reagisce cosi’ agli aiuti Ue da $85 miliardi offerti per salvare l’Irlanda dalla bancarotta, mentre il mercato resta convinto che la crisi si espandera’ ad altri paesi PIIGS, tant’e’ che il Tesoro tedesco ha messo sul mercato bond, ma a un costo maggiore.

E’ ragionevole pensare che un simile andamento stia a indicare una tenuta del paese peggiore di quanto si possa immaginare. Chi elabora scenari solo per opportunistici motivo di investimento (banche e hedge funds) sta facendo trapelare l’idea che la Germania di Angela Merkel, percepita conm un colosso solido e rassicurante, potrebbe persino fallire e trovarsi con le casse del Tesoro vuote, scenario che non e’ ravvisabile invece per gli Stati Uniti, che controllano la loro moneta. Non secondario il fatto che le banche tedesche hanno crediti ad alto rischio nei confronti di tutto il sistema bancario europeo e degli stati “periferici”, in misura molto piu’ alta rispetto ad ogni altro membro dell’eurozona. Da qui le minacce della Merkel sulla ristrutturazione dei titoli di stato e la partecipazione di provati e banche ai default Ue dal 2013 in poi.

E questo nonostante l’economia di Berlino sia pesantemente improntata alle esportazioni e i conti del paese siano solidi, piu’ di quelli degli States. Le previsioni degli analisti parlano chiaro: il Pil tedesco dovrebbe raggiungere un’espansione del 3.5% quest’anno contro il +2.7% negli Usa. Inoltre il deficit e’ visto al 3.75% del Pil contro il 9% americano.

Il ritorno garantito dal Bund da fine giugno e’ stato negativo dello 0.5%, spiega Bloomberg citando Bank of America/Merrill Lynch, mentre quello dei Treasury e’ stato dello 0.95%. Insomma, sostengono i piu’ smaliziati, anche la Germania potrebbe essere messa sotto pressione e l’euro non ne beneficerebbe.