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GENERALI: UN BEL TAKEOVER SU TORO ASSICURAZIONI

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Il Leone di Trieste pagherà 21,2 euro per azione a De Agostini per acquisire 100.921.692 azioni Toro, per un controvalore complessivo di 2,139 miliardi di euro in contanti. In questo modo il Leone di Trieste arriverà a possedere una quota di controllo pari al 55,5% del capitale di Toro Assicurazioni.

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Prevista un’opa obbligatoria sulle azioni residue di Toro che portera’ il costo complessivo a 3,85 mld di euro, che Generali finanziera’ con risorse gia’ a disposizione e tramite una nuova emissione di debito ibrido da 1,2 mld. L’operazione comporterà il conseguente lancio di un’opa obbligatoria sulle azioni residue del capitale di Toro. Il comitato esecutivo del leone di Trieste ha fissato in 21,2 euro per azione il prezzo di acquisto pagato ai soci di minoranza, pari a quello riconosciuto all’azionista di maggioranza. In questo modo, l’ammontare complessivo dell’operazione, salirà appunto a 3,85 miliardi di euro.

Generali, una volta chiusa l’operazione con Toro Assicurazioni, prevede per il 2009 un incremento dell’11% dell’utile per azione e dell’8% dell’embedded value. Lo si legge nella nota del Leone di Trieste. Nel 2007, invece, si avrà un immediato incremento dell’utile per azione pari al 6%.

Generali finanzierà l’acquisizione del 100% di Toro attraverso le risorse già a disposizione del gruppo e tramite una nuova emissione di debito ibrido da 1,2 miliardi di euro. Lo si apprende dalla nota del Leone di Trieste. A seguito dell’operazione annunciata nella notte, il Leone di Trieste procederà alla sospensione del piano di acquisto di azioni proprie, per il quale erano stati destinati 1,7 miliardi di euro. Generali, inoltre, utilizzando le risorse esistenti, procederà con la riduzione del debito senior per 700 milioni di euro, utilizzando risorse destinate – e non utilizzate – al riacquisto delle quote di minoranza.

Con l’acquisizione di Toro Generali passa da una “discreta ad una eccellente posizione” nel settore delle polizze auto. E’ quanto ha spiegato l’amministratore delegato Giovanni Perissinotto parlando con gli analisti finanziari, specificando che l’acquisizione sara’ compiuta “entro settembre”.

Prima dell’operazione, secondo lo stesso Perissinotto il Leone di Trieste era “sottorappresentato”, mentre, grazie all’apporto di Toro, il gruppo sale da una quota di mercato del 10,7 al 18%. “Toro – ha spiegato Perissinotto – è forte nel ramo auto soprattutto nel Nord e nel Centro Italia”. Per quanto riguarda il ramo danni, invece, a operazione conclusa, la quota di mercato di Generali salirà dal 15,6% al 22%. “Toro – ha spiegato Perissinotto – è uno dei principali operatori in Italia in questo segmento e la distribuzione geografica delle reti del gruppo Toro risulta complementare a quelle del gruppo Generali”.

“Con questa acquisizione completiamo il nostro posizionamento in Italia”, mentre “resta ferma la nostra strategia di perseguire la nostra crescita di valore sui mercati internazionali”. E’ quanto ha detto l’amministratore delegato di Generali Giovanni Perissinotto illustrando i dettagli dell’acquisizione di Toro agli analisti finanziari. “Con l’acquisizione di Toro – ha spiegato – puntiamo a raddoppiare la nostra quota di mercato nel segmento retail, ottenendo allo stesso tempo la leadership nel settore danni”, mentre la struttura organizzativa in Italia, grazie alle possibili sinergie, “consentirà di integrare in modo efficiente il gruppo Toro”. Generali stima “sinergie di costo lorde per 180 milioni di euro entro il 2009 e di ricavi fino a 70 milioni”.

“Toro Holding controllerà Toro Assicurazioni e poi sarà fusa con Generali”. In questo modo, secondo l’amministratore delegato del Leone di Trieste Giovanni Perissinotto, si procederà con l’integrazione di Toro in Generali, dopo l’acquisizione da parte di quest’ultima.

aggiornamento delle 11:49:

Continua l’ avvicinamento di Toro in Piazza Affari ai valori dell’ offerta promossa da Generali. Il titolo, dopo due ore e mezza di contrattazione, cresce del 25,54% a quota 20,9 euro, non lontano dalla quota di 21,2 euro ad azione valutata da Generali. Per contro, il Leone triestino, che per l’ operazione potrebbe sborsare alla fine fino a 3,85 miliardi di euro, lascia sul terreno l’ 1,12% e quota 27,4 euro.

L’Opa Toro porta DeAgostini tra gli azionisti delle Generali

di Camilla Conti

da Finanza&Mercati del 27-06-2006

Novara dovrebbe entrare con l’1% nel capitale del gruppo triestino Dalla cessione un ritorno di circa 1,5 mld La Borsa punisce il Leone: prezzo troppo generoso.

L’Opa di Generali sulla Toro aprirà le porte del capitale del Leone a DeAgostini. La compagnia triestina ha siglato un accordo con il gruppo di Novara per l’acquisto del 55% della controllata torinese a 21,20 euro per azione. Ad agosto verrà lanciata un’Opa obbligatoria allo stesso prezzo che porterà al ritiro del titolo Toro dal listino di Piazza Affari e alla fusione per incorporazione in Generali. DeAgostini si è inoltre riservata il diritto di cedere a Trieste, allo stesso prezzo, un ulteriore 10% di Toro per 385 milioni.

Per effetto di quest’ultimo passaggio vengono meno le condizioni per il lancio del bond convertibile in azioni Toro annunciato da Novara il 10 aprile e DeAgostini chiuderà il contratto di equity swap e di prestito titoli sul 10% stipulati proprio a servizio del bond. Questa, in sintesi, l’operazione che è stata chiusa con la regia di Mediobanca nella veste di advisor finanziario di Trieste. Nessuna conferma né smentita, ma secondo fonti finanziarie, nelle more dell’accordo ci sarebbe anche l’impegno da parte del gruppo novarese di acquistare una partecipazione in Generali che, si dice, dovrebbe essere non lontana dall’1 per cento.

L’effetto sarebbe duplice: con l’incorporazione di Toro, Generali si rafforza in Italia conquistando la leadership nel danni e, con l’ingresso di De Agostini nel capitale, Trieste allarga inoltre la cintura di sicurezza degli alleati su cui poter contare in caso di scalate ostili. Il doppio vantaggio compenserebbero anche il prezzo pagato per portarsi a casa le polizze di Torino. Complessivamente l’operazione costerà al Leone 3,85 miliardi in contanti e sarà finanziata attraverso risorse già a disposizione di Generali e con una nuova emissione di debito ibrido.

In particolare, il gruppo triestino potrà contare su 1,7 miliardi già destinati all’acquisto di azioni proprie (il piano recentemente annunciato verrà infatti sospeso); 700 milioni non utilizzati nel riacquisto delle quote di minoranza; 1,2 miliardi derivanti dall’emissione di debito ibrido e 255 milioni di risorse esistenti. L’entità del prezzo ha comunque sorpreso il mercato, deluso anche dalla sospensione del piano di buy back: mentre Toro è balzata del 25,6% a 25,60 euro, il titolo Generali ha perso l’1,77% a 27,22 euro.

Fox-Pitt ha declassato Generali a in-line da outperform, definendo i termini dell’operazione «molto generosi» con un premio di circa il 30% rispetto alla quotazione di chiusura di venerdì e «circa 2 volte l’embedded value e 17 volte gli utili attesi nel 2008». Termini che «producono un ritorno sugli investimenti significativamente basso», se confrontato con l’ipotesi buy-back. Secondo altri trader, invece, il prezzo alto sarebbe compensato dal fatto che l’operazione Toro è market friendly perché garantisce agli azionisti di minoranza, tramite l’Opa, lo stesso prezzo corrisposto a De Agostini e rappresenta un’alternativa altrettanto valida al buy-back perché consente a Trieste di essere leader oltre che nel vita anche nel ramo danni, un mercato con margini elevati. Nessun dubbio del mercato, invece, sull’ottimo affare concluso dal gruppo di Mario Drago e non solo perché l’operazione porterà all’ingresso nel capitale del Leone.

L’intero capitale della compagnia era stato infatti acquistato dalla Fiat nel maggio 2003 per 2,4 miliardi. Oggi De Agostini incassa da Generali 2,139 miliardi per cedere solo il 55% dei titoli. Nel frattempo nelle casse di Novara sono entrati circa 0,8 miliardi di dividendi, oltre a 700 milioni generati dal collocamento in Borsa del 34,5% della società il primo giugno del 2005. Se De Agostini eserciterà infine l’opzione di cedere sempre a Generali l’ulteriore 10% al prezzo già fissato di 385,5 milioni, il ritorno dell’operazione Toro per De Agostini sarà di circa 1,5 miliardi. Liquidità che il presidente Mario Drago e l’ad Lorenzo Pellicioli sono già pronti a reinvestire.

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