GENERAL MOTORS AZZERA LA QUOTA
IN FIAT AUTO

14 Gennaio 2005, di Redazione Wall Street Italia

TORINO – Sergio Marchionne è rientrato a Torino senza aver incontrato Rick Wagoner, se non per un informale saluto durante la riunione dei costruttori mondiali dell´auto svoltasi in margine al salone di Detroit. Nessuna decisione ancora sulla put option e sul futuro dell´alleanza Fiat-Gm, che ormai deve ritenersi chiusa salvo stabilire le modalità del divorzio. Tenendo conto della sorpresa arrivata ieri sera con la notizia che Gm ha svalutato di 220 milioni di dollari la sua partecipazione in Fiat Auto azzerando di fatto il suo valore. È un altro passo verso il disimpegno dopo che nel 2002 il colosso di Detroit aveva già svalutato riducendo il valore della quota da 2,4 miliardi a poco più di 200 milioni di dollari.

Questa mossa di Gm viene interpretato anche come un segnale di difficoltà ai vertici del gruppo Usa. In particolare va prendendo sempre più corpo una diversità di posizioni tra il presidente e amministratore delegato, Wagoner, e il suo vice e direttore finanziario John Devine che, notoriamente, non ha mai avuto in grande considerazione l´accordo con i torinesi. Gli americani non sono disposti a metter mano al portafoglio e l´ipotesi di una soluzione concordata rischia di tramontare.

«La nostra posizione sulla put option resta invariata», continua a ripetere l´ad del Lingotto. Questo vuol dire che tocca a Gm fare la prossima mossa, sapendo che dal 24 gennaio Fiat potrà in qualsiasi momento esercitare l´opzione che è al centro della contesa tra Torino e Detroit. In fondo, sono stati gli americani ad avviare il processo di mediazione (mediation) e, in assenza di un accordo, saranno loro ad aprire la fase di contenzioso (litigation) che, naturalmente, equivale al ricorso alle vie legali. Gm resiste alla richiesta della Fiat di riconoscere un valore adeguato alla put option, anzi ne contesta addirittura la validità. E stando così le cose non resta che la via del Tribunale, temuta sia dalla Fiat che dagli americani.

Con oggi si esaurisce il tempo previsto dal master agreement perché i due amministratori delegati tentino un´opera di mediazione. Per il momento né Torino né Detroit ritengono chiusa con un nulla di fatto la partita, perciò continuano a tenere in programma l´incontro risolutore tra Marchionne e Wagoner. Ma è evidente che, man mano che passano i giorni, le possibilità di una soluzione onorevole tendono a diminuire. Per oggi è in programma al Lingotto una riunione tra Montezemolo e Marchionne, nel corso della quale quest´ultimo riferirà sullo stato del negoziato mai ufficialmente avviato con la Gm. Il presidente di Fiat ieri si è rifiutato di parlare del rapporto con Gm ma nella riunione tra governo e parti sociali ha dichiarato: «Come presidente vi dico che la Fiat non ha accettato la sfida della concorrenza e questo è stato uno dei vari errori commessi»
Oggi a Torino si farà il punto sulla crisi della Fiat all´inizio di un anno importante e in vista del confronto sollecitato dai sindacati e da alcuni ambienti del governo.

La scadenza più urgente e decisiva resta in ogni caso quella dell´incontro tra Marchionne e Wagoner, che non è stato mai cancellato dall´agenda. Fino al 24 gennaio ogni giorno sarà buono per un tentativo in extremis destinato a chiudere la guerra di logoramento. Mentre dall´esterno si avvertono segnali sempre più inquietanti sul fronte mondiale dell´industria dell´auto: è di ieri la notizia che la produzione di auto dell´Asia e dell´Oceania (36,25 per cento del mercato mondiale) ha superato quella europea ferma al 33 e quella Usa bloccata al 30,10.

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Gm ha azzerato il valore dell’investimento in Fiat Auto Holding B.V. che, nell’ ottobre del 2002, era già stato ridotto da 2,4 miliardi di dollari a 220 milioni di dollari. Lo ha reso noto la Casa americana in un comunicato diffuso giovedì in occasione di un incontro con la comunità finanziaria a Dearborn, nei pressi di Detroit. Erano presenti alla conferenza il numero uno Richard Wagoner e il direttore finanziario Johen Devine. La svalutazione di 220 milioni di dollari sarà inserita nei risultati del quarto trimestre del 2004 che saranno resi noti il prossimo 19 gennaio.

LA SITUAZIONE – Le voci sulla vicenda Gm-Fiat per l’ opzione put si susseguono, ma, alla vigilia di quella che era stata indicata da molti come una delle date più probabili per l’ atteso faccia a faccia tra Rick Wagoner, numero uno della Casa di Detroit, e Sergio Marchionne, ad del Gruppo del Lingotto, l’unica novità certa è che Gm ha azzerato il valore dell’ investimento in Fiat Auto Holding B.V. La novità rimbalzata nella serata di giovedì dagli Stati Uniti sarà esaminata venerdì a Torino in un incontro tra il manager italo-canadese e il presidente Luca Cordero di Montezemolo. Marchionne è rientrato a Torino nella serata di giovedì dal lungo giro americano, iniziato lunedì a Chicago, dove ha incontrato l’ ad di Cnh Paolo Monferino, proseguito a Detroit, dove ha visto il rivale Wagoner nell’ ambito di una riunione tra i costruttori automobilistici europei, giapponesi e americani e finito mercoledì a New York con colloqui con i legali della Fiat.

È inevitabile pensare che l’ amministratore delegato aggiornera’ Montezemolo sullo stato attuale della diatriba con Gm. La situazione fino alla mossa di Gm sembrava in stallo, ma certamente questa novita potrebbe dare un taglio diverso alla soluzione. Per evitare di utilizzare l’ opzione che gli permette di vendere l’ intero settore auto a Detroit, la Fiat ha avanzato precise richiese economiche, che ammonterebbero ad oltre tre miliardi di dollari, ma sul fronte americano si è risposto picche, ipotizzando una cifra non superiore ai 500 milioni di dollari.

COSA PUO’ SUCCEDERE – Con il tempo che passa (la ‘mediation’ prevede ancora dieci giorni prima dell’ avvio dell’ ipotetica causa da parte della Gm, che ha avviato l’ azione ostile contro la Fiat lo scorso 16 dicembre), la data che potrebbe risultare decisiva per trovare una soluzione sembra essere quella del prossimo 24 gennaio, giorno in cui inizierà il periodo di cinque anni nei quali la Casa torinese potrà esercitare, quando lo vorrà, l’ opzione di vendita del settore auto all’ alleato americano. In quel giorno la Gm dovrebbe anche depositare alla Sec la sua documentazione su quello che è stato l’ andamento della ‘mediation’, mentre cinque giorni prima, il 19 gennaio, illustrerà i dati sull’ andamento del quarto trimestre del 2004.

Il 24 gennaio ha anche un significato importante per la Fiat: sarà il secondo anniversario della morte dell’ Avvocato Gianni Agnelli. Montezemolo, a Firenze per Pitti Uomo, dopo avere respinto le domande dei giornalisti sullo scontro tra Gm e Fiat, si è limitato a dire, come presidente della Fiat, che «è stato un errore non aprirsi alla concorrenza». «Questo Paese – ha detto ancora – ha bisogno di far funzionare meglio il mercato in tutti i settori dell’economia, dalle pubblic utilities, alla finanza, ai servizi pubblici locali, alle professioni, alla distribuzione». E su questi temi – secondo Montezemolo – «occorre operare in fretta, recuperando uno spirito bipartisan».

Senza fare riferimenti diretti alla Fiat, Giovanni Bazoli, presidente di Banca Intesa, uno degli istituti di credito che hanno assicurato alla Fiat il convertendo da tre miliardi di euro in scadenza nel settembre di quest’ anno, ha detto a Milano che «le banche non hanno nessuna intenzione di tralignare rispetto a un compito che oggi è di sostegno e di finanziamento dell’ industria». Secondo Bazoli tale rapporto «è un problema di equilibrio, non credo si possa tornare a passati superati quando non c’era una distinzione tra il compito delle banche e quello dell’ industria».

Parole che fanno pensare a un orientamento delle quattro banche protagoniste del convertendo per un allungamento del prestito. Intesa e Capitalia si starebbero indirizzando su questa linea già gradita (a quanto si dice) a Unicredit e Sanpaolo. Una decisione deve essere presa entro settembre, quando il prestito scadrà e le banche, se non rientreranno dei loro soldi, dovrebbero convertirlo in azioni della Fiat.

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