General Electric e’ il motore di Wall Street, settimana contrastata

21 Gennaio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Il mercato azionario ritrova slancio nell’ultima seduta di una settimana, eccezion fatta per il Nasdaq. I conti trimestrali di General Electric – che ha letteralmente rubato la scena sul Dow – e Google hanno fatto ritornare un certo ottimismo nelle sale operative, mettendo in secondo piano la delusione per la perdita di Bank of America. Hanno pesato in compenso le scadenze di diverse opzioni, con la chiusura delle posizioni che ha alimentato il nervosismo.

Il Dow ha guadagnato quasi 50 punti (+0,42%) a quota 11.872 ai massimi di 52 settimane, dopo due giorni di performance sottotono, mentre l’S&P ha chiuso in rialzo dello 0,24% in area 1.283. Il Nasdaq ha ceduto invece lo 0,55% a 2.689,5 punti. La maggior parte delle blue chip ha archiviato la seduta in rialzo. In testa al paniere si vede General Electric, seguita da Verizon e Walt Disney. Uniche note dolenti Bank of America e Wal-Mart. L’indice VIX della volatilita’, misura attendibile della paura e del nervosismo che aleggia sui mercati, si e’ attestato in area 17. A livello settoriale, si distinguono in positivo industriali, finanziari e tlc. Il paniere industriale ha chiuso la settimana con un progresso dello 0,7%, mentre l’indice allargato ha lasciato sul campo lo 0,8%. Calo di addirittura il 2% invece per il paniere dei tecnologici.

Il mercato non e’ pero’ riuscito a realizzare guadagni tali da poter cancellare le perdite viste nelle ultime due sedute, che hanno arrestato la corsa che negli ultimi due mesi aveva visto Wall Street guadagnare ben l’8%. Ma in settimana (iniziata martedi’ vista la chiusura lunedi’ in osservanza del Martin Luther King Day) l’S&P ha ceduto sinora l’1%. Rischia di essere la prima settimana di ritracciamento da novembre.

La striscia positiva ha spinto molti osservatori a giudicare il mercato ipercomprato sul breve termine. Ma le prospettive di una serie di prese di profitto sono state sovrastate dalla propensione degli investitori a comprare approfittando dei cali recenti e sull’entusiasmo per i risultati aziendali. Il tutto in giorno in cui sono state chiuse molte posizioni vista la scadenza delle opzioni.

A dettare i tempi sono state le trimestrali convincenti di General Electric e Google, i cui utili hanno battuto le stime. Discorso a parte merita Bank of America, che ha deluso sua sul fronte del fatturato che dei profitti. Vista la carenza di dati economici rilevanti in calendario negli Stati Uniti l’attenzione e’ tutta concentrata sulle novita’ provenienti dal fronte aziendale. Il gruppo industriale GE ha chiuso il suo terzo trimestre di fila con una crescita dei profitti (+51%), facendo meglio delle previsioni degli analisti. A contribuire all’ottimo risultato e’ stata la ripresa delle attivita’ della sua divisione finanziaria, di quella di assistenza sanitaria e di quella dei trasporti.

Bank of America e’ invece incappata in una seduta no, dopo che la maggiore banca americana per numero di asset ha annunciato di aver archiviato il quarto trimestre con un utile esclusi oneri straordinari di 4 centesimi per azione, inferiore alle aspettative. Delusione anche sul fronte del fatturato. Ieri Google ha annunciato un utile piu’ alto di quello stimato da Wall Street e oggi i titoli avanzano. Un’altra notizia che sul motore di ricerca a far discutere e’ quella riguardante il cambio di poltrone ai vertici: il confondatore Larry Page e’ stato scelto come amministratore delegato, prendera’ il posto di Eric Schmidt, che diventera’ invece il direttore esecutivo. Cambiamenti anche per il CdA di Hewlett-Packard, il piu’ importante dei quali riguarda la nomina di Meg Whitman, ex AD di eBay.

Quanto all’Europa, nella prima giornata di scadenze tecniche del 2011 sui mercati azionari, si e’ riscontrato ovunque un rally delle banche. Londra e’ salita dello 0,48%, Francoforte dello 0,54%, Parigi dell’1,33%. Ma il listino migliore si conferma anche oggi Madrid (oltre 2%), dopo alcune indiscrezioni secondo cui il governo spagnolo avrebbe intenzione di agire in tempi strettissimi per risolvere i problemi bancari del paese, nazionalizzando le casse di risparmio e iniettando nel loro capitale 30 miliardi di euro.

E gli stessi acquisti sulle banche permettono al Ftse Mib di crescere dell’1,38% e di festeggiare il superamento di quota 22.000 punti. Madrid e Milano si confermano cosi’ i listini migliori. In ogni caso i buy sulle banche interessano tutta l’Europa, che accoglie con favore anche i rumor sulla britannica Royal Bank of Scotland, che potrebbe chiedere lo sganciamento dallo stato di protezione dello stato. Il titolo festeggia.

Sotto i riflettori sul mercato valutario il continuo apprezzamento dell’euro, che supera quota $1,35 sulle aspettative di nuovi piani per risolvere i problemi della zona Euro. In particolare il Wall Street Journal parla delle opzioni prese in considerazione dell’Europa per risolvere la crisi di fiducia sull’euro. Il riferimento è alla possibilità di consentire ai Piigs di attingere al Fondo salva-stati per riacquistare con operazioni di buy back i propri titoli di stato a un valore inferiore rispetto a quello nominale.

Un’altra notizia che vede in primo piano l’Europa è la dichiarazione di Fitch: l’agenzia di rating ha affermato che esiste tuttora il rischio di downgrade per i debiti sovrani dell’Europa e che il Portogallo potrebbe entrare anche in recessione quest’anno. I rating più a rischio sono quelli sulla Grecia e Spagna: quest’ultima, secondo Fitch, dovrebbe agire per ristrutturare il proprio sistema bancario. Ma i mercati azionari oggi guardano al lato positivo della medaglia e comunque la stessa Fitch ha ammesso che l’Europa le politiche messe in atto per rispondere alla crisi fiscale dell’eurozona sono al momento “ragionevolmente coerenti”.

In questa giornata in cui i finanziari sono sotto i riflettori, protagonisti rimangono per l’appunto i balzi dei bancari italiani. Gli esperti commentano il rally da inizi anno e si chiedono se sia arrivato il momento di posizionarsi sul comparto, che tanto aveva sofferto – come nel caso della Spagna – nel corso del 2010.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico le quotazioni del petrolio (b>futures con scadenza marzo) perdono lo 0,5% a 89,17 dollari al barile ai minimi dal 7 gennaio. In settimana il calo e’ stato dell’1,7%. I contratti sull’oro con consegna febbraio hanno chiuso in flessione dello 0,41% a quota $1.341 l’oncia, recuperando buona parte delle perdite accumulate all’inizio di seduta. Ciononostante si tratta del prezzo piu’ basso dal 17 novembre. Sul fronte valutario, l’euro ha chiuso sopra $1,36. La moneta unica ha guadagnato l’1,04% a quota $1,3611. Quanto ai Treasury i prezzi del decennale sono aumentati di valore, con il rendiemento che ha ceduto 4,3 punti base a quota 3,416%.

Qui sotto riportiamo un video che riassume quanto accaduto in una quanto mai movimentata settimana alla Casa Bianca: