G8: OK AL PIANO ECONOMICO (SUPER-GENERICO)

8 Luglio 2009, di Redazione Wall Street Italia
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(WSI) – I Grandi hanno approvato la dichiarazione del G8 relativa all’economia globale. Tra i punti più importanti, il “no” al protezionismo, l’importanza del lavoro, la lotta ai paradisi fiscali. Il “global legal standard”, il codice di regole globali fortemente sostenuto dalla presidenza italiana di turno del G8, ha tratto spunto dalle dodici tavole stilate dall’Ocse assieme al lavoro dei tecnici dell’Economia.

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L’impegno preso dai Grandi I Paesi del G8 si impegnano a lavorare per “assicurare una stabilità finanziaria globale” ed “eque condizioni competitive internazionali”. Il G8 sottolinea “la necessità di un quadro globale rafforzato per la regolamentazione e la supervisione finanziaria”, promuovendo “coerenza tra norme contabili e prudenziali”, creando “strumenti adeguati per affrontare la pro ciclicità” e assicurando una “visione globale di tutte le attività ed entità sistematicamente significative. Secondo il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, il percorso per la definizione delle nuove regole globali, il cosiddetto global legal standard, “è stato dato oggi un colpo di manovella”.

Segnali di stabilizzazione I Grandi della Terra ritengono che permangano “rischi significativi” per l’economia globale, e in quest’ottica nuove strategie di crescita dovranno essere decise una volta avviata la ripresa. Nella dichiarazione, si legge che “nonostante ci siano segni di stabilizzazione e il sentimento di fiducia si stia rafforzando, la ripresa economica non è ancora avviata e le condizioni congiunturali sono ancora stagnanti”. Nessuna menzione invece sulla nuova moneta della riserva globale alternativa al dollaro, e caldeggiata soprattutto dalla Cina. Nella dichiarazione, si fa soltanto cenno a “squilibri” globali. Squilibri che, si legge nella dichiarazione, vanno governati sempre al fine di “una ripresa stabile e sostenibile nel lungo termine”. Infine, la dichiarazione prevede un richiamo forte alla necessità di resistere a qualsiasi tentazione di “protezionismo” ma di considerare la dimensione sociale della crisi, mettendo la persona al primo posto.

Lotta ai paradisi fiscali Lotta ai paradisi fiscali e confronto sulle misure per il rimpatrio dei capitali. Sono questi gli impegni che i Grandi assumono sul fronte del contrasto all’evasione. “Non possiamo continuare a tollerare – si legge nella dichiarazione – grossi ammontari di capitali nascosti per evadere il fisco”. Tanto più in questo momento di crisi dove il ruolo della fiscalità ha un peso significativo. Primario su questo fronte il ruolo dell’Ocse, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. Nel doumento si fa poi riferimento a ipotesi di misure per agevolare il rimpatrio ei capitali, il cosiddetto “scudo” fiscale. “Diversi Paesi stanno attuando strategie – prosegue la dichiarazione – per favorire il rimpatrio volontario dei patrimoni detenuti in giurisdizioni non cooperative e si sente la necessità di definire un quadro di discussione per i Paesi interessati”.

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I segnali positivi ci sono. Ma la situazione economica mondiale rimane «incerta» con «rischi significativi per la stabilità». Per questo i Paesi si impegnano a fare «tutti i passi necessari per sostenere la domanda e ripristinare la crescita», mantenendo «liberi e aperti i mercati» e respingendo «il protezionismo di ogni genere» . È questo il messaggio principale contenuto nella dichiarazione economica approvata durante la prima giornata del G8 dell’Aquila. Nuove regole globali, lotta ai paradisi fiscali e attenzione al lavoro e al sociale sono le altre priorità toccate dal documento.

CRISI ECONOMICA E VIA PER LA RIPRESA – I Grandi sottolineano «i progressi raggiunti finora nel ripristinare la fiducia, stabilizzare il settore finanziario e fornire lo stimolo per sostenere la crescita e per creare posti di lavoro», ma «la situazione rimane incerta e rimangono rischi significativi per la stabilità economica e finanziaria». Le misure dei governi a sostegno dell’economia, che gli stessi si impegnano a continuare a fornire, «hanno avuto un impatto sulle finanze pubbliche». Per questo i Grandi si impegnano «ad assicurare la sostenibilità fiscale a medio termine». Inoltre si ribadisce l’assistenza del Fondo Monetario Internazionale a preparare «strategie di uscita» una volta che la ripresa sarà assicurata.

LOTTA A PARADISI FISCO E CONFRONTO SU SCUDO – La lotta all’evasione fiscale assume dimensioni internazionali: «Non possiamo continuare a tollerare – dicono i Grandi – grossi ammontari di capitali nascosti per evadere il fisco». Tanto più in questo momento in cui la fiscalità gioca un ruolo importante per sostenere la ripresa. Ruolo fondamentale è affidato all’Ocse, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico che ha già stilato le black list sui paradisi, alla quale si chiede di affrontare «rapidamente queste sfide e proporre ulteriori passi» in vista del prossimo G20 finanziario. Si parla anche delle ipotesi di ‘scudo fiscale’, le misure per agevolare il rimpatrio di capitali detenuti illegalmente all’estero, sottolineando «la necessità di definire un quadro di discussione per i Paesi interessati».

AVANTI SU NUOVE REGOLE E LECCE FRAMEWORK – I Grandi rinnovano il loro impegno all’applicazione di norme e principi comuni di «correttezza, integrità e trasparenza» coinvolgendo il G20 nella strategia definita dal “Lecce Framework”, il quadro di regole promosso dalla presidenza
italiana e dal ministro Tremonti nel recente vertice. Il G8 si impegna a anche a mantenere gli impegni presi nei vertici di Washington e Londra per riformare la regolamentazione finanziaria e stabilire norme più stringenti fra cui il controllo sugli hedge funds e i tetti agli stipendi dei manager. Per «assicurare una ripresa economica durevole» è necessario «risanare il settore finanziario anche stabilizzando i mercati finanziari e regolamentare l’attività bancaria».

LAVORO: LE PERSONE PRIMA DI TUTTO – Il sostegno all’economia, sostengono inoltre, passa per una maggiore attenzione al lavoro e alla situazione della gente che vive sulla pelle gli effetti della crisi. «Siamo impegnati a trattare la dimensione sociale della crisi, ponendo le persone al primo posto».

INTESA SUL CLIMA – I Paesi del G8 hanno poi raggiunto un accordo sul clima per limitare «l’aumento globale della temperatura media a due gradi centigradi rispetto ai livelli preindustriali». Ma lo sperato storico accordo di riduzione delle emissioni di gas serra del 50% entro il 2050 non ci sarà. Il comunicato che chiuderà i lavori del Major Economies Forum fornirà invece un’indicazione più blanda, che sottolinea l’importanza di non consentire un surriscaldamento del pianeta superiore ai due gradi centigradi. Secondo fonti del vertice, India e Cina si sarebbero infatti opposte a identificare obiettivi concreti di riduzione delle emissioni. Nei giorni scorsi, gli sherpa del vertice avevano indicato un target di riduzione del 50% per tutti i paesi del mondo e dell’80% per i paesi industrializzati. Ma Cina e India ritengono che i paesi occidentali debbano prima tagliare drasticamente le loro emissioni entro il 2020 se poi vogliono imporre target ambiziosi al resto del mondo. Secondo quanto affermato da Berlusconi, fra i partecipanti del G8 c’è un accordo sostanziale sul clima, ora bisogna «verificare» se sia possibile un’intesa con India e Cina.

SVILUPPO E AFRICA – Via libera dai leader del G8 anche alla dichiarazione su «Sviluppo e Africa: per una globalizzazione sostenibile e inclusiva». Gli Otto si impegnano a mitigare l’impatto della crisi economica mondiale sui Paesi poveri e a «rinnovare tutti gli impegni, in particolare verso l’Africa» e gli sforzi per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo Onu del Millennio entro il 2015.

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La fase più acuta della crisi sembra superata e «ci sono segnali di stabilizzazione» anche se «permangono rischi significativi» per il prossimo futuro. È la disamina della situazione congiunturale contenuta nella bozza di comunicato finale preparata dagli sherpa del G-8 e su cui lavoreranno nel corso delle prossime ore i presidenti delle otto principali economie mondiali. «La situazione resta incerta – recita il comunicato – e rimangono rischi per la stabilità economica e finanziara. Notiamo dei segnali di stabilizzazione delle nostre economie e pensiamo che l’inversione di tendenza sarà rafforzata quando le nostre misure avranno sortito pieno effetto».

Finanza, via libera al global standard
Nella bozza del comunicato finale del vertice in corso nella città abbruzzese, secondo quanto riferito da fonti della presidenza italiana, il G8 dei capi di Stato e di governo de L’Aquila ha avallato pienamente il «Lecce framework» sul global standard, (le linee guida sull’uniformizzazione normativa nel settore finanziario lanciata il mese scorso dal G8 dei ministri economici). Si tratta di una delle decisioni chiave contenute . In questo modo il G8 pone «le fondamenta», spiegano le fonti, su cui verranno costruite le regole unificate, in un percorso di lavori che proseguirà al G20 di Pittsburg. Ma si tratta anche di una decisione che indirettamente avrà effetti immediati, aggiungono le fonti della presidenza italiana, perché impartendo un deciso impulso al global standard determinerà un mutamento di atteggiamento da parte di tutti gli operatori della finanza, che progressivamente inzieranno a adeguarsi alla prospettiva di una normalizzazione delle regole nel comparto a livello mondiale.

Lotta ai paradisi fiscali
Il comunicato ribadisce poi l’impegno della comunità internazionale a ridurre il problema dei paradisi fiscali auspicando un maggiore grado di collaborazione fra stati sulla base degli standard Ocse. Da ricordare che nel corso delle ultime settimane, uno degli Stati più sotto i riflettori per questa vicenda, vale a dire la Svizzera, ha aggiornato numerosi accordi fiscali bilaterali per meglio aderire agli standard Ocse.

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